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Siamo a cavallo.

No ma, tranquilla proprio.

Io un po' ci credo a sta storia dei Maya e ci spero pure. Roba che incrocio le dita affinché accada, solo che vorrei quanto meno una conferma, qualcuno che mi dica di non perdere tempo con l'università che mancano meno di trecentosessantacinque giorni alla morte. Figatona! Tutto pur di non studiare. Così da poter dire 'oh, ero a un passo dalla laurea giuro, ma il caso ha voluto...i Maya hanno deciso...il riscaldamento globale ha aiutato...'. Cazzate.

Fox dice che sarà un anno impegnativo e ricco di soddisfazioni. Io ti voglio credere Paolo, anche se ultimamente mi piazzi sempre in fondo alla classifica, non ti chiedo tanto. Voglio Vorrei passare statistica, matematica, ragioneria e microeconomia; il 18 mi basta, al resto ci penso io. Poi non ti stresso più con sta storia dell' università, così mamma e la nonna si mettono l'anima in pace.
Lo so che devo pensare a chi sta peggio, a chi non ha il pane nè i denti ma se Saturno in decima mi desse una mano ne sarei contenta. Incontrerò ancora persone mentalmente disturbate? No, perché francamente ne ho abbastanza, ho profili sufficienti per un catalogo da far invidia all' Oregon State Hospital. Tutti a me sono capitati, quest' anno vorrei passare il testimone a quella scellerata della Clerici, che mi sta proprio sulle palle. Lei e i Gran Soleil.


Poi, vediamo... Vorrei che passasse sta caz benedetta fase della negazione e della rabbia a mio fratello, che non gli è successo niente, non gli manca niente eppure con noi non parla. Non sappiamo se sta bene, con chi sta quando esce, dove mangia quando non torna a casa. Insomma, io cerco di sdrammatizzare quando posso, che se no la cosa diventa proprio tragica. Lo vedo che mamma e papà sono tristi per questo e non sanno come fare, allora io voglio credere a quei vecchi antichi che dicono che è colpa dell' adolescenza, che passerà.
Fate in fretta perché sta storia va avanti da due anni e non ne possiamo più.

Vorrei che anche Andrea fosse felice e che Jolly non rompesse i cogl quando a mezzanotte viene a bussare perché dice che ridiamo troppo e non riesce a dormire. Perché a noi non ci scalfisce niente e Saturno lo sa; come quella volta che abbiamo visto Non ci resta che piangere e sono passati i mesi e siamo ancora qui che ci fa male la pancia per quanto abbiamo riso.
Che poi, quella che piange sono sempre io ma poi mi abbraccia e dopo un'ora è come se non fosse successo niente. Siccome il secondo semestre ha gli esami in inglese e tu, Fox, hai detto che gli offriranno un contratto di lavoro che però adesso non gli serve, mica lo possiamo barattare con qualche goal in più della Fiorentina? Così è tranquillo e la smette di fissare sconsolato le notizie su Firenze Viola. Infine vorrei che mi lasciasse fare tutti i puzzle di Snoopy che voglio, sul suo cellulare e che accettasse il fatto che a me i calzini a righe piacciono.

Lo so Paolo che forse ti ho chiesto troppo ma negli ultimi anni a noi Scorpione hai fatto promesse che non hai mantenuto, quindi impegnati che se no passo a Rob Brezsny.
E tranquillo, a tutto il resto ci penso io.


Buon 2012 a tutti!
(a me più di tutti.)

E' giusto così.

Non sono sempre stata una menefreghista, confesso.
A undici anni la professoressa di italiano mi adorava, ricordo che fu lei a dirmi 'da grande farai la scrittrice' -e io ci credevo poco- e mi iscriveva a concorsi regionali di scrittura, alcuni dei quali brillantemente vinti. Al termine della terza media ho vinto una borsa di studio, 'alla ragazza più meritevole' disse il Preside della scuola descrivendomi come una missionaria in soccorso dei più deboli. Pensai 'questo è pazzo'. Ero così competitiva ed egoista che tutto si poteva dire di me, tranne che aiutassi il resto della classe a emergere dall'analfabetismo. Insomma, frasi fatte. L'unica cosa vera è che studiavo un sacco e passavo il resto del tempo a fare ricerche di approfondimento. Solo che non l'ho mai detto a mia madre, così piena di orgoglio, le avrei spezzato il cuore. Andò così: era il primo luglio del 2003 e tornavo dal mare con la mia famiglia, spalancata la porta di ingresso sentimmo il telefono squillare, era la professoressa di italiano che agitata e allo stesso tempo sollevata, mi disse 'Emilia ho chiamato mille volte, dove sei? devi correre a scuola c'è la premiazione degli ottimo'. Mi sistemai in fretta -ecco spiegati i capelli in foto, asciugati alla caxxo- e andai di malavoglia in Sala Teatro. La Sala Teatro era la parte più figa dell' Istituto, nel complesso fatiscente. In realtà ai tempi me la tiravo un sacco, l'invito all'evento affisso all' ingresso della scuola non l'avevo visto, perché, ricordo che certa di aver preso 'tutti ottimo' non andai nemmeno a verificare i quadri con i voti e rimasi a casa a godermi le meritate vacanze.
Per farla breve, presi l'assegno da 300 euro, ringraziai e me ne andai.
Una persona normale sarebbe stata al settimo cielo, io no.
Sempre composta e con il cipiglio guerrafondaio che mi contraddistingueva già in tenera età e davo per scontata qualsiasi cosa, compreso il fatto che ovviamente a vincere sarei stata io. Che cretina. Mia madre mi costrinse a comprare una cornice per la pergamena e negli anni quella euforica era sempre lei.

Questa poesia di M.L.King ha segnato la mia adolescenza, mi ha fatto credere di poter arrivare in alto, di poter fare grandi cose. Al Liceo le cose sono andate ancora meglio, tranne i rapporti con quelle con cui ho condiviso l'aula per cinque lunghi anni. Un cammino non sempre facile, a volte noioso e che mi è sembrato essere infinito ma che ha fatto di me quella che sono ora.
E forse è giusto che sia così, perché una parte della mia vita, forse la più emozionante, la più spensierata e complicata l'ho vissuta in quella scuola e resterà conservata lì, tra i banchi, sui muri. 'La scrittura non ti darà da vivere' disse il professore di filosofia, 'allora sarò un architetto'. Allora sono diventata una gran caxxona.

Continua ciò che hai cominciato e forse arriverai alla cima o almeno arriverai in alto, ad un punto che solo tu comprenderai non essere la cima. Seneca

-365

A Turi non accade nulla di interessante. E qui finisce il post. No, eh?

Io mi sto impegnando! Giuro che se il pomeriggio mi cercate, mi potete trovare china sui libri e con la calcolatrice alla mano; qualche volta anche di mattina, se la sera prima non ho fatto tardi tra sette e mezzo e ruba mazzetto.
Ho tentato anche qualche partita al Mercante in Fiera, ma nulla.

Odio (l'economia e) il commercio in tutte le sue forme, questo è ormai noto.
Nonostante ciò, dicevo, la partita doppia resta ancora qualcosa di oscuro e incomprensibile. Celapossofare mode on# Non ho stilato la mia personale -e pretenziosa- lettera a Babbo Natale, come molte di voi blogger hanno fatto, semplicemente perché l'anellino che tanto desideravo è arrivato. E' splendido, tant'è che di notte -se devo andare in bagno- non occorre neanche che io accenda la luce.

Si capisce che scherzo vero? E' che da qualche parte mi pare di aver letto di una coda interminabile alla celebre gioielleria Tiffany e il tutto esaurito per gli I Phone 4s. Allora davvero non capisco, dov'è la gente che piange miseria? Che non arriva a fine mese ma paga il suo smartphone in comode rate mensili? Protagonista in vetrina è la scritta
-opportunamente illuminata- offerte speciali di finanziamento. E giù di debiti, cambiali, fallimenti. Ma il lusso è davvero così necessario? Novità quali Cicciobello My Phone, mi lasciano sconcertata ma è risaputo che i figli so piezz e core e a momenti rischiavo di assistere a una rissa nel Toys Center. Le vecchiette sono malefiche, ve l'ho già detto?

Ecco, quindi Babbo Natale oggi mi rivolgo a te. Se ci sei, capisco che magari sei a letto che ti riposi per il tanto stress ma appena hai tempo fammi un piacere: rifai il giro e spargi un po' di stricnina per i camini e a chi non ha il camino, regala un bel tacchino aromatizzato.

Anch'io 2#

Se fino a ieri vi avessi detto che ero in cucina, tutta sola, che impastavo pasta frolla sulle note di questa canzone, senza prove nè testimoni, probabilmente mi avreste riso in faccia. E invece sì. Quanta gioia. Dite in coro 'OHHHH!!!' e correte ad asciugarmi le lacrime di commozione.
Armata di buona volontà, mattarello e ritmo giusto ho sfornato questi:




Che poi, io davvero a momenti mi commuovevo; non vi dico l'ansia, manco stessi preparando una wedding cake a tre piani a ferragosto accanto a un forno crematorio, acceso. Ma questo non è un food blog, NO. E' che ultimamente sono piena di vita. IO? Non ci si crede, quasi. Stanotte ho sognato di impagliare cestini di vimini uno dopo l'altro, tanto che Flash -che era seduto accanto a me- è impallidito. Andavo a cento all'ora. Giuro che non faccio uso di droghe e che appena ritornano i problemy non mancherò di scriverli. Per ora è tutto un massì che mi frega, ode alla vita, tracanno acqua minerale manco fosse tequila e lancio sguardi di sfida alla Parodi su la7. Succederà come quelli che spendono in Via Montenapoleone a Milano e poi a fine mese piangono, davanti a un piatto di brodo vegetale. Ebbene, io a gennaio ho tre esami non da poco. Ma non ci pensiamo adesso. Il colpevole è Pinterest, domenica sera -hahaha io positiva di domenica- ad esempio, ho sfornato questa:




Roba che -euforia a tremila proprio- ho mandato un sms a mia madre e mi ha risposto 'tu davvero hai battuto la testa, sbrigati a tornare che non sto tranquilla :)' Io aspetto il giorno in cui mi dirà 'lascia l'università che ti iscrivo alla scuola di cucina di Alessandro Borghese'. Già mi vedo a montare la panna mentre quel gran figo di Ale mi da i bacini sul collo. Emh, dicevamo?

Finanziatori per un giorno

Ma anche due.

Si sente spesso parlare di lotta alla povertà, beneficenza, fame nel mondo e solidarietà, e allo stesso tempo della sfiducia che riponiamo nelle associazioni benefiche che talvolta si rivelano delle vere e proprie frodi.
Io per prima, per le vie del centro -non di rado- faccio spallucce e liquido con un 'no grazie non mi interessa' coloro che dietro uno stand ed un falso sorriso, non mi ispirano franchezza e affidabilità. Sono ovunque e ben vengano i servizi televisivi che ci mettono in guardia. Di chi fidarsi, di chi no?

Oggi voglio parlarvi di Kiva, un'organizzazione fondata nel 2005 che promuove azioni di micro credito in paesi disagiati attraverso la raccolta di fondi via internet.
A parlarmene è stato un amico, il quale mi ha chiesto di diffondere -nel mio piccolo- la notizia sul blog, al fine di dare maggior rilievo ad organizzazioni no profit come questa, attraverso la quale è possibile prestare piccolissime somme di denaro (a partire da 25$ pari a circa 18 euro) a piccoli imprenditori delle comunità povere di tutto il mondo, bisognosi di prestito.
Qui potete trovare informazioni utili al riguardo.
Potrete quindi scegliere di donare il vostro prestito ad un panettiere in Uganda, un agricoltore in Perù, perché no una ristoratrice in Iran e nell'arco di 12-18mesi sarete rimborsati e magari potrete scegliere di finanziare un nuovo profilo.

Come funziona Kiva?
Qui di seguito, vi ho tradotto un grafico che spiega brevemente cosa accade.


Qui invece, trovate tutto nel dettaglio.
Non è forse un metodo innovativo? L'ho trovato geniale e sono certa che qualcuno di voi, come me, stanco di regalare la solita sciarpa di lana alla zia Ermenegilda e il fermacarte a nonno Stanislao accoglierà di buon grado questa iniziativa. Che ne dite di un passaparola?

Giveaway (ma non la do via)

Con questa foto partecipo al giveaway di Natale di Pane, amore e creatività, il premio che desidererei vincere è offerto da Ecolittle.


Di solito non partecipo ai giveway ma il premio è più che allettante. Devo. DEVO.


27 dicembre:  NON HO VINTO. Sigh.

Saluti.

E se vi dicessi che mi mancheranno?
Qui non si fa altro che fischiettare Jingle Bells e il cd natalizio di Celine Dion per intero. Succede che mi sveglio e penso a Feliz Navidad mentre mi avvio nel corridoio: tappa obbligata è l'accensione delle lucine del mio fantastico presepe.


Jabba è tornata in Puglia una settimana fa e entro domani saranno andate via anche tutte le altre. Tristezza infinita. Tipo che l'anno scorso le vacanze di Natale erano una liberazione, mi garantivano 15 giorni, almeno, lontana dalle bestie. Stamattina mentre facevamo colazione -io con le mie fette biscottate vitaminizzate (faccio passi da gigante)- SmEmo ci saluta e ci porge un pacchettino a testa. Ero in brodo di giuggiole. Solo un anno fa, con le bestie erano un must auguri di influenze fulminanti, geloni a mani e piedi, scioperi dei treni che avrebbero ritardato il ritorno a Forlì post Epifania. Giusto per rendervi l'idea.

Le lezioni all' università sono giunte al termine e per la prima volta mi mancheranno anche i colleghi. Incredibile. Se penso però che a gennaio mi attende l'esame di economia, quasi quasi l'influenza me la auguro da sola. Scherzi a parte, durante il viaggio in treno l'unico pensiero saranno le mandorle al cioccolato nei pirottini colorati e una volta a casa -approfittando della supervisione materna- proverò a fare sti benedetti cupcake e i frollini al burro, che ormai li sogno anche di notte. Poi, vi avverto, passerò il resto della mia vita a decorare muffin con la glassa, come quando entrai in fissa con la pasta di zucchero.

Di ricetta in ricetta, ho provato per voi -senti questa oh- la base pizza Buitoni, farcita a mio piacimento e infornata per 20min: ottima. Qualcosa di più sofisticato? Il pollo al curry con panna da cucina. Delizioso.


Sì ok, i finocchi come contorno -al posto del riso basmati- non sono tipicamente orientali ma ormai sono affezionata alle verdure e guai a non averne.

Visto mai che.

Che ve lo dico a fare.
Devo smetterla di avere pregiudizi su tutto, di non comprare un libro perché la copertina non è accattivante, di scartare un film per il titolo, un oggetto per il packaging, il gorgonzola perché ha la muffa, il succo alla pera perché puzza.

Succede che il calcio che mi ha sempre indignata, finisce per piacermi. Ripeto. Succede che mi trovo per la seconda volta allo stadio, e sapete che c'è? Mi piace.
Trentamila tifosi, la tensione, il fuorigioco, lo speaker che annuncia i giocatori, gli insulti, i cori, le mani. Esultare. Passare dal 'ma dove mi trovo' al 'caxxo è già finita', dal freddo al caldo, dall'ingresso all'uscita. Allora copri la maglietta, incassi il pareggio, osservi i tifosi incazzati, i bambini imprecare, i delusi abbandonare velocemente la tribuna. Esci.


GRAZIE.

Ogni scusa è buona.

Ho scoperto Pinterest. E' l'inizio di un tragico idillio.
Io la notte non devo restare sveglia. Devo dormire, come i comuni mortali. Se no succede che faccio l'alba su siti come questo e mi prendono delle voglie assurde, salvo poi ricordarmi che ho zero fantasia, manualità.


Al Catechismo sì, ritagliavo, incollavo, coloravo, al massimo mi riusciva un piatto decorato col decoupage. Il genio creativo in famiglia è sempre stato mio fratello, ricordo ancora con quanta dedizione da piccolo, riprodusse tutti i 151 pokemon su un quaderno a righe o quando per il mio compleanno creava dal nulla un biglietto di auguri. Li conservo ancora. Ora è cresciuto e ogni tanto lo vedo fare cose strane con autocad. Sempre da piccolo, marchiava i suoi disegni per evitare che gli fregassi il copyright. Oggi, ho 22 anni e il massimo che riesco a fare è la Gran Bretagna col polpo a insalata o le emoticons, nel piatto.
Con il cibo non si gioca, me lo diceva sempre mamma. Una volta ho anche fatto un pupazzo di neve con in mandarini. Quindi, qualcosa mi dice che sebbene io non abbia l'intera vena creativa, forse forse almeno un capillare... no eh? Siti come questo, vi dicevo, mi fanno rosicare. Sono finita nel tunnel dei biscottini glassati, dei rainbow cupcakes, degli amigurumi, dello scrap booking. Il massimo che so fare sono le origami box, ma solo perché una mattina mi svegliai e realizzai di non avere un talento, finii su you tube e...


Stamattina, stessa storia. Ho deciso che devo imparare lo scrapbooking, che ho tanti di quei progetti nei Preferiti che la metà basterebbero a disboscare la foresta amazzonica. Ricordo anche che all'asilo avevo una certa predilezione per i disegni con le lenticchie incollate, con i chicchi di caffè. Avete presente i mosaici vegetali? Io avrei dovuto fare il liceo artistico e poi la Scuola di fumetto a Milano -altro che Economia e Commercio- pensavo stanotte, ma sfortunatamente -come Francesco ci insegna- non stiamo giocando ad ''avrei dovuto''.

Non solo moda, psicofarmaci e frivolezze.

(101esimo post e la testa leggermente a post.)

Ieri Jabba ci ha riunite in cucina per una specialità pugliese: le pettole.

Tutto si può dire di Jabba, tranne che non sappia cucinare. A voler essere indelicati, diremo che le piace mangiare e si vede. 
Sui fritti è imbattibile.
Ad ogni modo, anche quando ha mille cose da sbrigare trova il tempo per creme caramel, biscottini, torte al cioccolato, ciambelle. 
Non scherzo quando dico che viene a bussare alla porta con tanto di vassoio alla mano, fa proprio il giro di tutte le camere. Dio ti benedica.
Ovviamente, si capisce che questa foto non l'ho fatta io? Non è che tutt' a un tratto sono diventata brava col flash del cellulare, ma nelle ricerche google sì.

A tavola non parlano sempre di sesso e affini, come può sembrare; un breve intermezzo sui contraccettivi c'è stato ma ieri si discuteva su pesticidi e altri elementi chimici su frutta e verdura. Usignolo è in foga, da un mese, con la dieta macrobiotica e beve intrugli (il tè bancha non è male a dire il vero) di ogni genere. Come diventare una persona meglio lesson 1#
Bacchettate per le banane al tiabendazolo e la crema corpo con paraffina liquida, le abbiamo promesso di prestare attenzione nei prossimi acquisti. 
Ho anche appurato che a me la valeriana non mi calma per niente, forse solo una padellata in testa può funzionare. Proverò.
Dal momento che siamo in tema 'pace e benessere interiore' vi riporto un esilarante annuncio trovato tra le offerte di lavoro sul Diogene Forlì: guida Raeliana offre consulenze personalizzate e gratuite su come attingere alle proprie risorse per superare momenti difficili, migliorare l'autostima, dare il meglio di sè, vivere felici. Figatona imperdibile insomma! Visto mai servisse...

Di figata in figata, ultimo esperimento in cucina: gli spaghetti nei wurstel. La foto è dal blog di Marble. Che ve ne pare? Il mio capolavoro invece, è questo. Per ragioni puramente estetiche ho evitato di spiattellarvi il primo piano della mia versione così splatter (per la gioia di Frank e Marcello).


L' ottava piaga.

BASTA! Io da domani prendo quattro, cinque travi di legno e scendo in piazza col mio banchetto a raccogliere firme per porre fine al martirio: le iscrizioni di massa ai corsi di salsa e merengue.
Stamattina ero lì che separavo i panni chiari da quelli scuri e pensavo. Sì, perché vengo assalita dai dubbi pseudo esistenziali sempre mentre preparo il carico per la lavatrice e sarà per questo che ancora dimentico di svuotare le tasche da eventuali fazzoletti di carta. Ma vabbè.
Dicevo, pensavo: prima che si diffondesse 'sta voce che alle serate caraibiche si rimorchia facile la gente stava a casa a fare i cruciverba? L'uncinetto? Al circolo anziani a giocare a briscola e marafone? Non me lo spiego. Pare che Badoo stia per chiudere i battenti.


Roba che se mio fratello appendesse il kimono al chiodo per andare a sculettare in uno di sti posti, lo rinchiuderei nel ripostiglio delle scope, senza pane né acqua, per settimane. E non venitemi a dire che ostacolerei la sua creatività, la sua naturale propensione alla derisione sociale, la scioltezza del bacino. Ho letto che il boom è scoppiato due anni fa; qui di seguito vi riporto le motivazioni più eclatanti, raccolte:
  • ci vanno tutti. Ma proprio tutti. Ci va il salumiere obeso sotto casa, quelli del Club Mania, Gina la portinaia di settant'anni, l'amica figa dell'amica dell'amica di Berenice, cani, porci. Perfino i due leocorni. Succede che per spirito di aggregazione e paura dell'abbandono, si iscriva anche chi perdeva fisso a Un due tre stella!, chi con gli hula hoop piuttosto ci misurava gli spaghetti.
  • te la danno gratis (cit.) e qui, ci ho tenuto a riportare le testuali parole perché non avrei saputo dirlo meglio. Basta poco che ce vo, diceva Giobbe Covatta. E pare proprio che basti poco, sforzi ridotti all'osso. Saranno le luci soffuse, i cocktail sudore-feromoni, fatto sta che rimorchi che è una bellezza. Sì, una bellezza. Sarà che a me l'idea di flirtare con uno che è uscito di casa convinto, con la bandana in testa e il jeans col cavallo largo, non mi eccita per niente. Ho visto fanciulle non proprio filiformi, fasciarsi coi leggins e scendere in pista più disinibite di Courtney Love.
  • se non ci vai sei out e resti solo. Della serie, resti a casa a intrecciare le code i cavalli. Accennavo prima all'abbandono: se il maschio alfa si iscrive al corso base di bachata, convenzione sociale vuole che tutti si iscrivono al corso base. E' di moda. Ormai chiunque abbia un locale fatiscente e prossimo al fallimento, rinvigorisce i propri bilanci con le suddette serate caraibiche 100% divertimento assicurato. Non c'è altro. L'estate scorsa l'ho passata a vedere le repliche di Paperissima Sprint, per intenderci.
  • Per me l'uomo deve fare l'uomo. Non ce la faccio a vederti sculettare, mezzo sudato, che mi ficchi il ginocchio tra le cosce e mi bisbigli parole nell'orecchio, «vai giù lentamente», che mi domando per quale motivo devo scendere in cantina, a rallentatore. Devo dire però che, alle feste di matrimonio col Limbo e Bomba vado forte.
  • risparmio benzina. E questo in effetti, può essere l'unico aspetto positivo. Viene a crearsi il cosiddetto fenomeno del car pooling, guidi una volta su tre e il problema sobrietà è risolto con la formula 'oggi bevi tu, domani bevo io'. 
Insomma, alla voce hobby non c'è niente di più usuale che la dicitura 'balli latini'.
Perché non curling? O meglio ancora, pelota basca? Pensateci.

Eureka!

La prima fila è andata.

A dare un tocco di colore alle pareti, quest'anno c'è il calendario dell' avvento Lindt; più che il countdown per Natale, in realtà conto i giorni che mi separano dal nido. Vacanze, che dedicherò a studiare matematica, la partita doppia e diritto tributario.
Ce la posso fare. Devo.

Stanotte pensavo che visto sotto il profilo 'psicologico', il calendario -il cioccolatino a dire il vero- può essere un buon modo per incoraggiarmi a scendere dal letto, ad affrontare il nuovo giorno di m. Discorsi quali 'spero nella fine del mondo domani' verranno sormontati da 'figo, domani mi alzo e mi sparo due, tre, Lindt'. Come vi pare? Un incentivo alla vita, insomma. Dovrebbero sancirlo nelle scuole. Penso quindi che lo rinnoverò tutti i mesi. Riccardo, tranquillo che resto in forma.

Cappotto lungo, berrettino in cashmere, caldarroste, pandoro e mascarpone, lucine, guanti in pile, sellino ghiacciato, Babbi Natale risoluti che anche quest'anno tentano la scalata sulle ringhiere dei balconi, mercatini in ogni angolo della città. Questa, l'atmosfera natalizia a Forlì. Diversa, quasi quanto quella del mio compleanno. Jabba ha già fatto i biscottini al burro a forma di abete, comete e folletti. Entro un paio di giorni, anche il mio presepe sarà pronto e ho come il presentimento che rimarrà allestito fino a luglio. Sorpresa!


Vi saluto, vado a guardare per l'ennesima volta Jack Frost.

Scotto e mangiato

Io non lo so cos'è successo.
Forse è dovuto al fatto che in casa il clima è cambiato, al fatto che non si respira più l'essenza dei broccoli bolliti, ma serenità. Quella serenità che ti fa chiedere consigli, che ti sprona a fare qualcosa di diverso da un toast prosciutto e formaggio, che ti porta a pelare con desiderio, patate.
Ebbene sì, col pelapatate mi si è aperto un mondo. Pelerei verdure a vita. Come hobby, quasi. Tanto che non capisco cosa aveva da lamentarsi Cenerentola.
Dicevo, un giorno ho deciso che avrei cominciato a mangiare qualcosa di diverso e leggermente più elaborato. Ho detto leggermente eh!
Non aspettatevi anatra all'arancia o sfogliatelle napoletane. Almeno, non quest'anno. Vi scrive una che etichetta -quindi scarta- come 'impossibile' qualsiasi preparazione necessiti di almeno tre passaggi, apertura della confezione esclusa. La cosa più elaborata fatta in questi giorni è stata:
salsicce e fagioli all'uccelletto. Ricetta toscana. Squisite.


Tornando al semplice: rollò rustici con wurstel. Che sono ancora qui che mi domando com'è che in tre anni non li ho mai preparati. Semplicissimi, ma immagino già lo sapete. Una pecca: il forno non proprio all'avanguardia che, di conseguenza non garantisce una cottura uniforme. Brutti ma buoni.


Le ormai irrinunciabili carote (e cipolla) in padella, accompagnate alle cotolette. Già vi immagino mentre ridete di me. Avete ragione ma io a 22 anni non avevo ancora mai impanato nulla e mi è anche piaciuto, devo dire.
Da domani mai più cotolette surgelate. E' un passo da gigante.


Involtini di zucchine ripieni di carne e scamorza. Qui, confesso, c'era lo sguardo vigile di mia madre, essendo i procedimenti non proprio scontati (per una come me). Il risultato è stato eccellente. Concordo, la foto potevo evitarla, così come il piatto di plastica.


Ricordo che il primo mese a Forlì mangiavo cracker e mais in scatola per poi passare, con immensa eccitazione, a tonno e kebab. Oggi: patate, cetrioli, pomodori, carote, mele verdi e banane, in un'unica spesa.
Piccoli passi verso l'immortalità.

Giornate powa 1#

Come quando inciampi e tra le risa generali, biascichi un tranquilli non mi sono fatta niente. Seh, col caxxo! Alterno giornate di un'euforia incontrollabile a giornate di profondo sconforto. Sempre lei, la personalità dell'alcolista. 
Nulla di nuovo quindi, direte voi. Il risvolto interessante è che la formula è cambiata. Non più 3-1-3, bensì 1-5-1. Cosa vuol dire? Vuol dire che su sette giorni settimanali, solo il lunedì e la domenica sono apatica, psicolabile e nevrotica.
Nei restanti cinque volteggio gioiosamente tra progetti di vita entusiasmanti e una sconfinata forza di volontà (nel sopravvivere). Non mi si scalfisce dal martedì al sabato, per farla breve. Segnatevelo sull'agenda.


Ieri, ad esempio, la giornata è cominciata con un 30L in economia aziendale -e sì, lo scrivo e me la tiro perché dubito che succederà ancora, quindi tutto il mondo deve sapere- e si è conclusa con una cena a casa di M., amico di Andrea. La serata è stata davvero piacevole, divertente e aveva come secondo fine quello di far conoscere M. a Jolly, i quali mostrano un reciproco -seppur lieve- interesse.
Sono quindi tornata a casa, felice come pochi; le cene e le occasioni -così definite- per socializzare mi mettono di buon umore. Sarà per questo che mi sono vestita pheega, manco dovessi andare al cenone di San Silvestro. Ma questa è un'altra storia, prima o poi vi racconterò cosa intendo io con 'pheega' e probabilmente avrete pietà di me. Fino ad allora quindi, resterò nell'illusione che quando voglio so mettere da parte jeans e felpe da BFF di Hannah Montana e vestirmi decentemente.

Questa del 30L, ve la devo raccontare. Sono uscita dall'università che Jim Carrey dal 0:19 mi faceva un baffo. Il compito ormai corretto due settimane fa, aveva come esito un misero 27. Misero -hahahah- dal momento che ero certa per una volta in quattro anni circa di aver risposto perfettamente a ogni singola domanda. Miracoli di basso rango, insomma. Fatto sta che, ho chiesto di poter visionare le correzioni e -arrivo al dunque- a quanto pare l'assistente ha visto male. Una svista, che ha fatto sì che mi segnasse errore qualcosa che errato non era.
Morale dalla favola: io da oggi andrò sempre a controllare la correzione dei compiti. Svistauncornoesimiatestadicaxxo.

Giusto per non farci mancare niente, occorrerà che vi aggiorni sui recenti esperimenti in cucina. Ormai, non mi ferma più nessuno. Vi stupirò, stay tuned. :)

7 links project

Sarò originale e non inizierò il post con 'finalmente ho un po' di tempo per dedicarmi a'. Sono stata coinvolta da Iris nel 7 links project e dopo mille dubbi -più di quelli che mi assalgono a prima mattina per la scelta dei calzini- eccovi la lista dei miei sette post messi in evidenza da sette categorie, scelte da nonsochi.
Sembra facile, ma qui piangendo e scherzando ho scritto quasi un centinaio di post (e qualcuno forse era meglio non rileggerlo). Fatto sta..

1) Il post il cui successo mi ha stupito
Adesso siamo in due a ballare l'hully gully. L'inizio. L'altra faccia della medaglia, perché su questo blog non dilaga solo la mestizia. Riassunto delle precedenti puntate, per i nuovi arrivati: per tre anni ho vissuto con 5 coinquiline stronze -che chiameremo bestie-, 3 delle quali a settembre sono andate via.
Da qui la mia vita forlivese è cambiata.

Che poi, mi viene da ridere se penso alla parola successo.
Qui vi scrive una che a stento arriva a 10 commenti, tra una battuta e l'altra. Una a cui la gente scrive per sms 'sai che mi è piaciuto il tuo ultimo post?' ma col caxxo che commenta sotto. Per certi versi non ho ancora superato la crisi del primo mese, il cosiddetto bloggo dello scrittore. No, perché a me ogni tanto viene la felice idea di chiudere tutto, che tanto non mi si fila nessuno e mi prende quellacosaindefinita quando leggo blog seguitissimi -per carità, successo stra meritato- e quei followers così coccolosi. Sigh. Tant' è che mi sento dire 'il problema è che non coinvolgi i lettori con domande precise'.
Sarà che io la blogger non la so fare allora, sarà che io commento sempre e con piacere i blog che seguo e mi sento quasi in dovere di farlo perché infondo c'è quel rapporto di dipendenza reciproca ma forse unilaterale. Sarà che se vuoi commentare, dire la tua esperienza similare e non, se sei mio amico, se vuoi dirmi che il post ti è piaciuto, puoi farlo anche se non te lo chiedo eh!
Tuttavia, a questo spazio ci sono affezionata e penso che continuerò a scribacchiare anche quando saremo rimasti io mammèta e tu. Sì, perché alla fine io scrivo per me stessa (sì sì come no) e mi do le pacche sulla spalla da sola e certi giorni mi dico pure 'Emy, oggi mi sei piaciuta!', così, sempre per non smentire il fatto che ciò che mi serve è uno psichiatra.
Quando però dico che ho pochi followers ma che nonostante ciò, c'è chi non si palesa e che preferisce scrivermi in privato...non si sa perché, non mi crede nessuno. Lo giuro. Però, lo posso dire che vado in brodo di giuggiole quando vedo il numero dei followers che aumenta di uno? O quando tipo mi dite 'ciao ti ho scoperta oggi, mi piaci, ti seguirò'. Bravi voi. Bravissimi.
Mia madre a questo punto mi direbbe 'sei patetica ma mi piaci', Mara Maionchi mi manderebbe a casa.

2) Il post più popolare
Io per te muori tu. Che gioia. Le cose sono un po' cambiate, la lista andrebbe aggiornata ma la verità è che non demordo. Io ci voglio credere. La pensa così anche Carletto, il mio amico etero immaginario.

3) Il post più controverso
All' origine di tutti i problemy. Il più discutibile. Il più dannatamente vero. Qualcuno la definisce scelta, percorso obbligato, esperienza, emmòsocazzi, latte versato. Io continuo, senza troppa fantasia, ad appellarlo errore.

4) Il post più utile
Emy presento. Tanto che io non ci dormo la notte per pensare se l'avete letto. Tanto che ho cercato di metterlo in evidenza, nel menu in alto, visto mai che... Completamente snobbato eppure così necessario; che poi, sarebbe la prima cosa che io vado a cercare quando scopro un blog.

5) Il post che non ha avuto l'attenzione che meritava
Qualcuno mi cens(t)uri. Dove Turi sta per il paesino in cui sono cresciuta. Ecco, secondo me, meritava di più.

6) Il post più bello
Questo è difficile. Finché c'è la salute. Forse, perché se ripenso al giorno in cui l'ho scritto, ancora rido. Il più bello in relazione alle emozioni che ho vissuto io e non al contenuto in sè, per voi. Andando un po' indietro, direi con certezza Credo nei miracoli. Il giorno zero. La rinascita.

7) Il post di cui vado più fiera
Il primo giorno di scuola. Ma fiera un paio di palle, direbbe qualcuno. Mettiamola così, sono fiera di essere riuscita a scriverlo. Questo, il sottofondo musicale.

E ringrazio mia madre per avermi messa al mondo, i parenti e gli amici tutti, il locatore e l'impiegata all'anagrafe che hanno creduto in me... no, scherzo!
E' che vi vedo un po' incupiti. Io sto bene, eh! Mo magari, gli ultimi followers sono un po' spaventati. Davvero li avete letti tutti e siete arrivati alla fine del post?
E' che io sembro scema, psicolabile, depressa, inacidita dalla sfiga, ma non è mica vero. Qua si ride, si scherza, si fanno spallucce e si va avanti.

p.s. i blog che seguo sono stati già tutti  -più o meno- coinvolti in questa iniziativa e per non risultare inopportuna con i restanti, non porterò avanti la catena. Tuttavia, con piacere passo il testimone a Lucy e sono certa che non mi deluderà.

Anch'io.

E' andata.

E' andata che ho iniziato una settimana prima a dire oddio lunedì è il mio compleanno.E l'ho ricordato a tutti, postino compreso.

E' andata che la sera prima ero lì che mi cantavo Tanti Auguri a Te. Da sola. E pensavo a quanto sono cretina e mi facevo tenerezza da sola e mi saliva l'ansia. E' andata che è stata la mia prima Festa di compleanno a Forlì. Erano giorni che cercavo palloncini, festoni, piattibicchieritovaglioli in coordinato. E detta tra noi, mi sono sentita una sfigata. Una sfigata che si commuove mentre gonfia i palloncini, che apparecchia la tavola manco fosse una wedding planner, che in un mega abbraccio collettivo con le sue coinquiline ha pensato Dio grazie!
La verità è che è stata una giornata fantastica: dal risveglio ai balletti in pigiama sulle note di Happy Birthday in loop -hanno chiamato gli psichiatri per molto meno-, dalla spesa con Jabba a Jolly che mi tira le orecchie, dagli sms alle mille telefonate, ai biglietti di auguri fatti a mano ''perché sappiamo che ci tieni'', gli abbracci, i baci, la granella al pistacchio, Lucy Van Pelt 14''. Tutto.


La torta. Penso di non aver mai ricevuto una torta così bella. Prima di cena eravamo lì, tutte invasate a montare la panna, a spargere codette, a ridere, farcire, a piangere. Ho passato l'intera giornata a pensare che io una festa così, l'anno scorso me la potevo sognare. E ancora ci penso, che i piccoli gesti se fatti con amore valgono più di qualsiasi altra cosa.
E' andata che è stata una giornata fantastica. E lo ripeto, sì. E penso che avevate ragione, che le cose possono cambiare, che le cose quest'anno sono cambiate, che basta avere attorno le persone giuste. Che non mi manca niente, a parte ''qualche'' esame. E va bene così. Deve andare bene.


                            Ho 22 anni, vivo a Forlì, sono felice.

p.s. il post è finito, qualcuno di voi avrà pensato che effettivamente se una a 22 anni si commuove per una bambola di pezza, per una festa in cucina con quattro gatti, per due dita di panna, allora è una sfigata. La verità è che non è stato semplicemente il mio compleanno, che per certi versi sono ancora una bambina.

(Dis)armiamoci e partiamo

Come ogni anno, il Cioccoshow a Bologna diviene tappa obbligata nei giorni che precedono il mio compleanno.

La temperatura, i prezzi spropositati, la gente -troppa- riversa tra gli stand, le gomitate e le occhiatacce, non mi fanno desistere.
Così tutte le volte, mi armo di pazienza e spirito di adattamento ma dimentico guanti e cappello.


I 4° Celsius hanno in breve tempo congelato i miei buoni propositi e dopo il giro di perlustrazione -durato ben tre ore- agognavo il riscaldamento di Trenitalia, che di lì a poco ci ha riportati a casa.


In casi come questo, rimpiango di non essere l'autrice di uno di quei blog fighissimi con foto altrettanto fighissime, che rendono giustizia ai posti, ai cibi e alle persone incontrate. Scatti che, anche a distanza di anni, sanno renderti orgogliosa e fanno rivivere seppur per pochi attimi, l'emozione di quel momento.


Tutto questo, per dirvi che avete il mio totale appoggio nel caso in cui queste foto vi risulteranno inutili, troppo piccole e fatte male. Mea culpa a parte, mi sono portata a casa le praline al pistacchio, al cocco e alla nocciola, una tavoletta di cioccolato alla cannella, una ai chiodi di garofano -che vi consiglio vivamente- e il pan forte.

p.s. nel caso ve lo steste chiedendo, il mio compleanno è oggi.

Così fan tutte. Le fescion blogger.

Facciamo come quelle che mettono foto a ca...so sul blog, giusto per riempirlo, per dire che oggi hanno scritto un post e hanno la coscienza a post. E lo intitolano 'five things' perché minchiate suona male, ma mica solo things. No, anche toughts e fashion.* Appunto, mica pizza e fichi.


Io ci ho provato a girare per il mercato di paese e trovare ispirazione, cose vintage, la borsa col cammeo arrugginito di Nonna Abelarda, magari. 
Niente, solo i gamba-letti come li porta Belen. Roba pesa eh!
Scommetto che voi non lo sapete mica come lo infila Belen. Il gambaletto.
Così, mi sono sentita come Corona -senza reflex però- con le signore col sedano in busta, che mi facevano spazio, perplesse. Niente autografi, che a me l'autografo lo chiede solo il cassiere figo dell' AeO. Ma questa è un'altra storia.


Ormai sono entrata nel tunnel delle verdure. Roba che non mangio più nulla senza contorno, cetrioli, finocchi, carote. Jolly è contenta, dice che almeno così mangio sano e non sta in pensiero. Mamma, anche.
Ve lo devo proprio dire: come le faccio io le carote in padella con la cipolla di Tropea, nessuno. Succede che vado a dormire e ho voglia di carote con la cipolla -con tanto sale- e non lo so mica come la pensa Freud, al riguardo.
Belle queste in foto eh? Non sono mie. Le mie sono queste, brutte ma buone.


Libido in plastica dura, sei cm. Ora sono una donna completa e per questo devo ringraziare Donato che mi ha portato in dono dal Lucca Comics, l'action figure di Lucy Van Pelt. Non saprei neanche lontanamente descrivervi la mia reazione davanti a tanto splendore. Cicciolina all' ippodromo e Francesco ai piedi di Ibrahimovic, godrebbero meno. Sicuramente.


Sempre per restare in tema. Lei è Milena, la mia cuginetta, ha soli 4 mesi e stamattina me la sono ritrovata così vestita. Ero in estasi. Quanto è fashion? Altro che la figlia di Katie Holmes con la borsetta Prada e il tacco 5. Le ho fatto un discorsetto da donna a donna e sinceri complimenti, penso mi abbia capita. 


Della serie: incontri proficui in treno. La signora difronte aveva ben due libretti di cucina e con la mia solita discrezione, ho atteso che finisse di sfogliarli per darci un'occhiata. Poco dopo mi sono ritrovata a fotografare -ricopiare a penna faceva tanto old style- le ricette con grado di difficoltà: minimo.
Mi sono sentita tanto desperate housewife. Ho messo la testa a posto da quando la fame si fa sentire. Non ho più l'energia di Pannella, come un tempo.
Questa foto in realtà ha il secondo fine di mostrarvi quanto sono diventata brava nello smaltarmi le unghie, quanto sono al passo con la moda e quanto ormai l'onicofagia è un lontano ricordo. Ditemi brava.

Ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone realmente esistenti -omn, omnicch e quaquaraqua- non è da ritenersi puramente casuale.

Cose che ti segnano.

Sono cresciuta con l'idea che al Sud siamo calorosi, accoglienti, espansivi -spesso un po' cafoni- e festaioli; al Nord, mi hanno detto, sono freddi, laconici, antipatici, pantofolai, egoisti, 'piuttosto che prestarti aiuto si tranciano una mano'.

In famiglia, ad esempio, gira voce che mi sono trasferita al Nord per cercare fortuna. Io non lo so mica chi ha messo in giro sta caxxata, probabilmente mia nonna convinta che a Forlì le industrie ti aspettano a braccia aperte; si lamentava sempre che da noi quelli che non vogliono lavorare, fanno gli artisti. Io non lo so mica se ha torto. Ricordo però che la prima cosa che mi chiedeva, quando passavo a salutarla era 'lassù come ti trattano? ti parlano? si sente che sei barese?'. E mi faceva tenerezza. Non ho fatto in tempo a dirle che ci sono più siciliani e napoletani qui che alla settimana della cucina meridionale al Lidl.

Non ricordo di aver avuto problemi in questi anni, il più delle volte l'accento è una scusa per tempestarmi di domande, per infierire sul perché proprio Forlì.
Al forlivese anziano, devo spiegare tutte le volte che non sono emigrata, che la fortuna ce l'avevo pure in Puglia, che ho una madre, un padre e non ho figli clandestini.
E mi torna in mentre Troisi -sì, sempre lui- che vuole viaggiare, conoscere, in questa scena.
L' adolescente forlivese è un cretino, invece. Non freddo, antipatico, egoista. No. E' proprio un cretino. Sarà l'annata, sarà l'aria, sarà che va di moda importunare la gente sugli autobus.
Appena ne trovo uno assennato, ve lo dico eh.

Post dedicato a.
Fatto sta che stamattina, bella e propositiva mi avviavo a casa in bici e proprio mentre pensavo 'che bella la vita, che bella l'aria fresca, che belli i peperoni verdi', salta la catena e con essa la mia già precaria femminilità. Presa da un certo spirito di emancipazione, ho ribaltato la bici e ho tentato di sistemarla. Le unghie smaltate di fucsia e le dita, di lì a poco, nere. Come vi pare?
Un vecchietto tanto caro, mi si avvicina prestandomi aiuto. E qui ho capito, improvvisamente, la parabola del buon samaritano che tentava di spiegarmi la catechista, quel giorno che io e Daniele ci disegnavamo i cuoricini sui foglietti. Dicevo, mi si avvicina e sfodera con fierezza un coltello dal cappotto. Ho pensato: ci siamo, aveva ragione nonna, ora mi ammazza e dona i miei organi alla Lega Nord. Tachicardia. 'Scusi, lei gira sempre con un coltello nel cappotto?' della serie domande intelligenti. 'E' incastrata, vedi? Così non mi sporco le mani, ho un cagnolino bianco', 'la ringrazio, davvero. buona giornata', 'sei di Forlì?' [segue questionario conoscitivo] e ancora 'capito come devi fare? si incastrerà spesso, vedrai' 'sì, solo che io solitamente non esco con un coltello' -aridaje Emy-, 'dovresti'.

Dovrei.

Finchè c'è la salute.

Ci sono quei giorni in cui ti senti più cretina del solito, così, senza motivo.
Tipo che l'altra sera Jolly mi fa: 'sei di buon umore oggi' e mi sono fermata a pensare. A pensare a come mi percepiscono gli altri, per un broncio, per una canzone fischiettata -è raro ma succede-, per una maglietta messa al contrario, per un sorriso inebetito. Avevo le mani in pasta, nel senso che (udite! udite!) preparavo una torta salata ed ero tutta in foga. Che momenti.
Una di quelle creazioni brutte ma buone. Era buona davvero eh!

Certi giorni sono utile quanto un bradipo allo sportello del Pronto Intervento, me ne rendo conto; passo la maggior parte del tempo in camera e sento le altre ridere in cucina e colta da un pizzico di invidia -e con la scusa di bere l'acqua- le raggiungo per dieci minuti di cazzeggio in compagnia. E diventano venti.
Come quando sono in loop sul sito di Mtv e mi tolgo una cuffia per origliare; se l'argomento di discussione mi interessa, metto pausa e mi fiondo in cucina. Gente disperata, vestita alla peggio maniera, davanti a un thè caldo. 
Il più delle volte si parla di università -e scappo- e sesso -e rimango-. 
'Ma che fai tutto il giorno in camera? sono due giorni che non ti vedo', succede. Succede che non ho voglia di parlare, sentire nessuno e mi rivedo tutta la prima serie di Walking Dead. Così. Senza un motivo apparente.

Tipo che ieri a cena, tra na girata e na vutata alla pancetta, eravamo lì a ballare come pazzi invasati musica house per poi passare alla salsa. No, dico: mi ci vedete in pigiama con un cucchiaio di legno tra le mani che mi scateno? 
Mi capitano 'ste giornate. E sono felice. 
Sarà la sindrome premestruale, sarà Saturno in ferie a Castellamare di Stabia, sarà che tra poco torno a casa, sarà il karaoke improvvisato prima di andare a dormire, sarà che tutte le notti mi addormento con i crampi per quanto ho riso. Sempre, rido sempre, anche se la giornata è andata male e mi torna in mente Troisi che ricomincia da tre. Massì, che mi frega.


E niente, tutto questo per dirvi che non lo so mica se la cioccolata è terapeutica, la crema al pistacchio sì. Certo. 

Per non avere niente da dire 2#

1- Della serie cose da fare almeno una volta, prima di morire.
Domenica, nell'ora trascorsa con Andrea ad attendere il bus -i carretti a Catania nell'ora di punta, sono più efficienti- al freddo e al gelo, mi è venuta la brillante idea di cimentarmi nell'autostop.


Essendo la zona, distante dal centro e temendo che alle 15:00 non ci fossero più bus disponibili, l'unica alternativa è stata mostrare la coscia nuda e ammiccare. Scherzo. In un'ora e sottolineo un'ora, non si è fermato nessuno.
Mi sono beccata un tizio che mi ha discretamente tossito in faccia, due/tre clacson di giubilo, un 'tu sali ma lui no', un tizio al cellulare che con la mano mi ha fatto il segno del 'dopo, dopo' -ma dopo quando?-, un'allegra famigliola coi volti mossi a compassione e decine di macchine indifferenti.
Che poi, posso capire che ero troppo vestita, posso capire che nel 2011 non si fidi più nessuno, ma quando ti capita più di sti tempi di dare un passaggio a una povera fanciulla in pena? Diamine. Ero anche un sacco convinta e ben disposta. Nulla a che vedere con quel figo di Troisi. Alle 16:15 il bus è arrivato, caxxo.
Ora, mi resta il ricordo di un pomeriggio trasgressive, i crampi per le tante risa e la conferma che sono una gran pagliaccia (come direbbe mia madre) quando non ho la luna storta.

2- Ho finalmente visto V for Vendetta; dico finalmente perché mi pareva di aver sentito che non si potesse continuare a vivere senza aver visto un simile capolavoro. Gran bel film, confesso. Al solito, succede che durante la visione mi assalgono domande assurde; mi tiro addosso l'odio di chi è con me che mi zittisce con 'che palle, guarda il film e non farti troppe domande, così è, non c'è un perché'; ma io non ce la faccio. Non mi rilasso neanche durante i film, capite? Sono un caso disperato. Comunque, ho concluso che Natalie Portman sarebbe figa anche coi bigodini, la ricrescita e il mestruo da due settimane. Maledetta.


3- Manca poco al mio 22esimo compleanno e dopo aver stilato la lista degli ipotetici invitati, e aver preso coscienza del fatto che prevale la componente maschile (15 vs 5), ho convenuto che è meglio fare una cena a casa con le mie sole coinquiline. In questo modo eviterò ironici commenti e l'ansia e il panico che mi attanagliano prima di un grande evento. Per certe cose non cambierò mai.


Jabba cucinerà per me e io mi impegnerò ad essere carina e accomodante come non mai. Non è grandioso tutto ciò? L'altro motivo per cui non festeggerò con i restanti amici forlivesi -che finalmente ho e dio ti ringrazio- è che da sempre la paura che la gente si annoi, i silenzi imbarazzanti e il 'dover dire per forza qualcosa', mi indispongono. Come disse un tale una volta ''il tuo guaio è che sai di essere troppo simpatica'' e questo mi solleva. Un po'.
Tuttavia, sono una campionessa nella riesumazione di imbarazzanti esperienze di vita pur di rompere ghiaccio e silenzi.

Vorrei avere 21 anni per sempre.

E' giunta l'ora.

Finalmente è finito sto caxxo di ottobre!
Scusate lo sfogo ma stamattina mi sono svegliata con tanti buoni propositi.
Tanti, che in confronto Lindsay Lohan -post rehab- attraversa sulle strisce, fiutando.

Argomento cruciale del thè delle 18:00 di ieri, secondo solo alla dettagliata classifica dei trombamici di SmEmo, Elisabetta Gregoraci che dichiara di sedurre quel macho di Briatore coi pigiamoni di flanella. Come darle torto. E' bastato un veloce sguardo alle nostre mise da studio per decretare la peggio vestita: Jabba. Io ovviamente non faccio testo, il mio pigiama è inattaccabile.
I miei capelli invece sì. Non c'è peggior distrazione delle doppie punte ed è per questo che sotto esame solitamente li tengo legati e nelle forme più disparate.

Ma il premio strega di oggi se lo aggiudica la Canalis. Troppa stima!
George si è fiondato sulla wrestler Stacey, di una grazia che in confronto Ferrara passa i tornelli della metro in piroette. ''E' una donna forte'' ha dichiarato, giustificando il passaggio dalla mora alla bionda.
Anche la Canalis non ha perso tempo, avvistata a Berlino in dolce compagnia.
''E' un uomo duro!'' ha dichiarato.

Continuo a girovagare per casa, ripetendomi 'sono una persona normale'. Dicono che se lo dici cento volte poi ci credi. Mi sono svegliata alle 11:13, di soprassalto. In preda al panico sono corsa in bagno, ho iniziato a piangere e ho mandato un sms a S. chiedendogli come fosse andato l'esame. Ho continuato a piangere per una mezz'ora, ripetendomi che avevo studiato invano, insultandomi per non aver messo la sveglia e aver saltato l'esame. Che polla!
Fin qui tutto nella norma, se non fosse che in realtà erano le 7:00, che l'esame è DOMANI, che la radiosveglia segnava 1:13 (per motivi ancora ignoti), che S. mi ha giustamente consigliato una visita psichiatrica maledicendomi per l'orario.
Giuro che la smetto con il pogo in solitaria e mi do allo yoga.

Ho perso tutte le parole.

Cose che ho imparato quando ormai era troppo tardi:
- obliterare il biglietto del bus.
- tenere dei deliziosi cereali cheerios per le evenienze.
- cominciare a piangere e fingere mutismo.
- investire in un racket di C.I. false.

E potrei anche terminare qui il post, se non fosse che un fiume di imprecazioni mi impedisce di mettermi a studiare e non ho una pila di piatti -puliti- per eventuali e repentine crisi di nervi. Fancxlo! Così accade che domani dovrò regalare 50e all' avm Forlì e il primo che dice giustamente -giustamente- riceverà le peggio maledizioni.
E se non fosse che questo è un blog pubblico e non il Mio Caro Diario, elencherei tutte le sfighe che mi sono piombate addosso questa settimana; e se fossi abbastanza donna addosserei tutta la colpa all'unghia spezzata giorni fa, a mò di presagio infausto.


Detto questo, vado a rinchiudermi nel mio personale stanzino della vergogna e non ci penso nemmeno ad uscire di casa prima di giovedì. Come se non bastasse -sempre oggi- ho rischiato di tranciarmi un dito e ho dato una testata all'anta in cucina mentre un'oliva in terra catturava la mia attenzione. E' severamente vietato ridere in mia presenza, porgermi coccinelle, cornetti, trifogli e baggianate varie.

C'è di buono che Jabba ha lavato il bagno, al mio posto.
C'è di buono che, sempre Jabba mi ha insegnato a cucinare le patate con pancetta e rosmarino. Così ora so cucinare pasta e tonno, pasta e pesto, pasta panna e simmenthal, pasta e sugo, e le patate. Per contorno. C'è di buono che la paella Buitoni è in offerta fino al 7 novembre.
C'è di buono che sono tornate tutte a casa per il ponte e siamo rimasti io, Andrea e Jabba.
Insieme appassionatamente.
C'è di buono che forse ho capito la partita doppia. Forse.
C'è di buono che mia madre ha sempre le parole giuste per tirarmi su di morale ricordandomi di riguardarmi, di bere il latte la mattina e di scendere dal letto col piede destro così la giornata va per il verso giusto, dice. E io tutte le volte ci provo a dirle che il latte mi fa schifo, lei niente.
C'è di buono che c'è Frank. E se è vero che la pessima rivoluzione lunare incominciata il 23 ottobre, terminerà il 19 novembre allora ho ben due motivi in più per cominciare la giornata sorridendo.

Ad ogni modo, domani ci provo a scendere col destro, visto mai...

Hai ragione.

I cazzi amari tengono lontano il diabete.

E' da stamattina che continuo a ripetermi questa frase e devo dire che un po' già ci credo. Non che il diabete sia tra la lista delle mie grandi preoccupazioni, di sicuro viene prima il colesterolo. Poi, andando in ordine, mi preoccupa restare senza il cellulare. Grave. Gravissimo.
Non che sia una donna in carriera con la necessità estrema di controllare la ricezione delle e-mail, nemmeno ho figli a casa con la baby sitter peruviana (cieca) e due squaletti nani nell'acquario, ma tant'è..
Emanuele mi rimproverava sempre.
Sei un essere mitologico: metà donna metà cellulare, mi diceva
E ci sto riflettendo e ho deciso di smettere. Ce la posso fare, visto che tra i buoni propositi di agosto c'era quello di smettere di mangiarmi le unghie e oggi sono qui, vincente e fiera di aver detto addio all' onicofagia e sì a Valsoia.

Anche facebook mi preoccupa. Più volte ho chiuso e riaperto il mio account, mi ritrovavo agonizzante nel periodo di disintossicazione ma allo stesso tempo mi sentivo così pheega nel rispondere 'non ho visto cosa hai pubblicato, non ho fb'. Sguardi mossi a compassione che mi hanno fatto pensare; oggi se non hai un profilo fb sei uno sfigato, dicono.



Qui a Forlì le giornate scorrono lente fino a sera e poi svelte fino al mattino.
A darmi il buongiorno un brufolo immenso in pieno volto, ieri; ma per fortuna Fox mi ha sollevata. Olè!

Aggiungi un posto a tavola.

So che dovrei parlare di cose ben più serie come, la nascita della piccola Sarkozy, il piscina party al Colosseo, lo sgambetto di Misseri a Gheddafi e le sue divise su ebay giusto giusto per Halloween, ma qui di serio c'è solo il pacco bomba che mi è arrivato ieri.

Siamo tutte vive, o quasi. Direttamente dalla Sicilia, in dono, un bottino di prelibatezze a base di pistacchio. Ho visto la luce.
Io ve l'avevo detto che sono sensibile alla posta inaspettata e che se mai morirò sarà solo dopo essermi ingozzata di calzoni di cipolle e questi per dessert. Ho deciso. E morirò felice.
Così, è da ieri che -un po' come Snoopy- seguono via vai, rimandando i sensi di colpa alla settimana prossima.

I vecchi trascorsi casalinghi sono ormai un lontano ricordo. Qui si balla, si ride, si banchetta, ci si lima le unghie a vicenda. Manca solo il girotondo.
Quasi fanno a gara per cosa e chi deve cucinare. Io ovviamente, apparecchio. Facile. Le due matricole (Usignolo e SmEmo) altro non fanno che ''deliziarci'' con le loro -continue- vicissitudini amorose. E che gran da fare si danno nelle pulizie e negli acquisti per la casa. Sempre loro. Alle 18:00 il thè in cucina, è d'obbligo. Ci si augura perfino buona giornata.
Gli anni scorsi a mala pena ci si rivolgeva il ciao di prima mattina, ad occhi chiusi, senza distinguere il frigo dalla persona.
Certo è che io, piuttosto che fare la lavatrice insieme alle loro, andrei al fiume, scalza, china su uno scoglio. Ma questa è un'altra storia. Udite udite, ieri sera -alla voce miracolo- qualcuna ha deciso di fare una cena tutte insieme. E sono stata invitata e mi stato anche risposto ''è invitato anche lui, che problema c'è?'' al ''grazie, ci sarebbe anche Andrea''.
Io l'avevo detto che questo era l'anno della svolta. Chevvelodicoafare. Sono felice.

giorno 25/4/12: ero evidentemente ubriaca, quando ho scritto questo post.

La sai l'ultima?

Mi capita di leggere le riviste di gossip solo quando sono in treno per tornare a Bari. Per intenderci però: ho smesso mesi fa. Dopo l'ultima delusione che vedeva in copertina due del GF11 dichiararsi sterili e felici -sfogliare le pagine e scoprire che in realtà si trattava di un fake-, ho deciso di destinare quei due euro alla pesca di beneficenza che si tiene tutti gli anni alla Rocca.
Tempo fa avevo un debole per Andrea Cocco, confesso.
Ciò non toglie che quando nella mia stessa cabina c'è la classica signora cinquantenne che viaggia per andare a trovare la figlia con una scorta di riviste da far invidia alla mia parrucchiera -si va dal gossip, a suor germana, al punto croce- me ne sto lì come un avvoltoio guardingo mentre attendo che giri la pagina dell'oroscopo per esordire con 'scusi, giacché l'ha terminato le spiace se le do un'occhiata?'. 4 su 5 mi cedono la rivista, scocciate.

A me il gossip diverte, mi da sempre modo di attaccare bottone con le fighe di legno che fingono di sottolineare il libro di anatomia per poi passare a Novella 2000 alla prima galleria. Poi uno si chiede com'è che prendo il treno anzichè l'aereo. In un'ora di aereo faccio appena in tempo a presentarmi, a leggere le ricette della Parodi e per l'oroscopo mi tocca aspettare Fox alla domenica.

Video hard di Belen Rodriguez. E' venuta, sfuocata.
Boom di visite per il sextape tra Belen e lo scorfano, Tobias.
E' sulle prime pagine di tutti i giornali, Famiglia Cristiana è ancora lì che tentenna ma promette sorprese. Attendiamo fiduciosi l'uscita con il cerone da clown in allegato. Insomma, l'abbiamo visto tutti. Confessate. Non si parla d'altro, al reparto macelleria.
Non mi stupirebbe neppure mia madre se mi chiedesse per sms la traduzione di 'oi por dio si si si'. Selvaggia Lucarelli è ancora lì che si domanda cosa farà a 30anni Belen se a 17 è già bella che avviata. Ora non per dire, ma ci metto più passione io quando taglio il cavolo del giovedì sera. Per rendere l'idea, insomma. I fan non sono mai contenti, criticano Tobias per il troppo zoom, per il contrasto luci ombre, definendolo un pacco. E che pacco.
Mi dispiace per Belen, stuprata nell'intimo dice Corona, ma almeno così siamo sicuri che nemmeno nel suo c'è Chilly. Non si sa ancora il nome dell' hacker ma siamo tutti convinti sia stato il gatto.

In lacrime perfino Ilary Blasi, accusata di aver ricorso alla chirurgia estetica per l'inaspettato decoltè alla prima delle Iene. Ilary smentisce. Io la capisco, non ti crede nessuno se dici che ti sono cresciute così, all'improvviso. Tranquilla tesoro, poi passa.

Nerd gang

Che emozione!
Sono appena tornata da un intenso pomeriggio dedito al mio indottrinamento al gioco di ruolo Dungeons & Dragons. 
Mi hanno accolta, con un'euforia tale che in confronto i Re magi non se li cagarono di striscio, tre diciottenni invasati (più due matricole che frequentano l'università con me) i quali hanno esordito con 'ma sei sicura?' 'sì' 'ok sei dei nostri'. E io che mi aspettavo prove di iniziazione, domande di cultura generale, riti apotropaici, agnelli in sacrificio.
Nulla, è stato sufficiente che fossi una donna, paziente e abbastanza nerd/geek.
Serie tv, anime, fumetti, videogames, meme, giochi da tavolo, giochi di società, sociopatia: CELO.

Dapprima dubbiosa sul da farsi, ci ho messo 3ore scarse per capire le regole, gli attacchi, la CA. Mezz'ora a volta, per distinguere i dadi.
Ci siamo. Ho il mio personaggio. Beck, mezzelfa, ladra.
Ho tirato il dado per definire le mie caratteristiche e tra due settimane (prossimo incontro) avrò la mia scheda e i miei dadi.
Sheldon Cooper sarebbe orgoglioso di me.
Il dado da, il dado toglie.




p.s. si ringrazia Andrea Belli per il titolo.

L'algoritmo dell'amicizia

Sto trascurando il blog, ne sono consapevole. E' che ho deciso di mettere la testa a posto, di studiare costantemente, di tornare a casa e sistemare di volta in volta gli appunti, di avviare più spesso la lavatrice, di curare le relazioni sociali e abbracciare Jolly almeno due volte al giorno, la quale continua a bussare alla mia camera esordendo con 'mi trascuri', per poi perderci in chiacchiere.
Ormai ci intendiamo alla grande, si accorge se è una giornata no ed è discreta, se appena sveglia mi avvio al frigorifero e le sorrido allora è un , quando le chiedo lo smalto grigio in prestito in realtà è solo una scusa per spettegolare sulle altre. Lei sa.

Ultimamente riesco anche ad alzarmi presto, a fare una discreta colazione e a sbrigare le commissioni elencate la notte prima perché, l'organizzazione è il segreto. Mi avvio all'università in bicicletta, quei 15min all'andata e al ritorno convincendomi, strada facendo, che mi tonifico, dimagrisco, metto su dei polpacci paurosi e che è una valida sostituta al corso di step. Uhm, io ci credo.

Oggi, giornata proficua sul fronte amicizie.
1- ho un gruppo studio;
2- venerdì mattina ore 10:00 studio di gruppo di matematica generale;
3- ho una forse amica forse forlivese;
4- ho un invito per una serata universitaria alcolica;
5- il mio gruppo studio ride alle mie battute;
6- il mio gruppo studio pensa io sia una di quelle che studiano_peso, che ne sa_appacchi. E questo solo perché prendo gli appunti in maniera compulsiva e rispondo prontamente alle domande della prof.
7- nel mio gruppo studio ci sono 2 donne e 4 maschi.
Avrei preferito che ci riunissimo di pomeriggio e non allediecisantocielo, ma va bene. La serata prevede balli scatenati e alcool a volontà? Va bene.
Voi mi dite quello che devo fare e io lo faccio. Mi casa es...

Oggi avrò guadagnato millemila punti stima quando alla domanda 'pensate che il carico di studi sia proporzionato al numero di crediti di questo esame?' ho risposto 'no, 4 sono pochi'. Stare zitta, io, mai.
Al che, la prof. sorridendomi si è rivolta alla classe chiedendo se fossi la sola a pensarlo e timidamente qualcuno ha risposto 'no, ha ragione'. Mi ha chiamata 'testa d'ariete' (dopo testa ho temuto le peggio cose, confesso) e ha accolto la mia/nostra richiesta dicendoci che avrebbe alleggerito il programma d'esame.
Ecco, io domani mi aspetto fiori e red carpet. Ve lo dico.


p.s. Drin, sono anche riuscita ad aggiornare il blog. Talè. Dimmi brava.

Mi raccomando.

Temevo di trovare una pila di lettere minatorie da parte di Mondolibri, tornata a Forlì il mese scorso (dopo circa 40gg di assenza), invece niente.
Lungo sospiro di sollievo. Avendo rimosso dall'etere il precedente indirizzo mail, si saranno rassegnati. Penso.

Tuttavia, subisco il fascino della posta inaspettata.
Non so descrivervi la sensazione che provo un attimo dopo aver girato la chiave, alla vista di una cartolina, una lettera. Per me.
Non che questo accade spesso ma oggi, sono qui che vi scrivo con l'emozione di aver ricevuto una lettera da mia madre che mi ricorda di volermi bene e di 'riguardarmi'. Quel mi raccomando che dice tutto e non dice niente.
Sarà che sono ormai più di tre anni che sono via, sarà che non ce lo siamo mai dette abbastanza, sarà che in questi giorni sono più malinconica del solito. E mi ha commossa. E allo stesso tempo ho sorriso ricordandomi del fatto che l'ultima volta che mi ha spedito un pacco l'ho rimproverata per non avermi nemmeno allegato un bigliettino di saluto.


E pensavo ad oggi, alla facilità con cui mandiamo e-mail a chiunque, nel peggiore dei casi di fretta e senza troppo riguardo alle parole da usare; alla mia adolescenza, alle centinaia di lettere ricevute, scritte e conservate
Io sono anche quella che esige il bigliettino, al regalo. Qualche riga scritta, da poter conservare e rileggere, tra qualche anno.
A 13anni avevo quella che un tempo si chiamava con l'appellativo di 'amica di penna', una di quelle che conosci grazie al gemellaggio fatto con la scuola e ci scrivevamo due lettere al mese.
Non c'erano le e-mail, nemmeno gli sms (o forse c'erano ma io non ne ero a conoscenza) e non sapevo mai in quale giorno sarebbe arrivata e ricordo mia madre venirmi a prendere da scuola e esordire con 'ti ha scritto Raffaella'.
Il ritorno a casa era sempre emozionante e dovevo finire il pranzo prima di poterla leggere.

Questo per dirvi che rimpiango la mia adolescenza, rimpiango i tempi in cui tutto era un po' meno ovvio di adesso.
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