Sti premi mi esaltano sempre un sacco. Comparire nella lista dei blog scelti (che sia la lista dei blog più sfigati, che sia quella dei blog meritevoli...) mi fa rendere conto che finalmente sono finita nel giro friendly della blogosfera e come dico sempre io: sono tutte carezzine per l'ego.
Quindi oggi ringrazio
CherryBlossom e procedo con l'elencarvi
sette cose di me, come da regolamento. Premetto che trovare 7 cose che ancora non vi ho detto o che ancora non avete dedotto... è dura. Agli ultimi arrivati segnalo che
qui intanto ci sono cinque vecchi random facts.
1- Non ho un talento! O meglio, non l'ho ancora scoperto e questo spesso mi fa pensare. Non so suonare uno strumento, non ho mai praticato uno sport a livello agonistico (a parte danza moderna per cinque anni ma questa è un'altra storia e di sicuro non è uno sport) e non c'è qualcosa che so fare in particolare; però so stendere i panni per scala cromatica e scacciare le cimici senza strillare e sto quasi diventando esperta nella spesa intelligente. Come direbbe Enstein, non ho un talento ma sono appassionatamente curiosa. Forse un giorno scoprirò la nobile arte del cucito.
2- La più importante ma allo stesso tempo la più evidente: la mia più grande passione riguarda i Peanuts. Forse il
quanto non è chiaro, ma nell' ultimo anno ho raggiunto livelli discutibili al punto di addobbare il presepe
così (magari a qualcuno è sfuggito, ma l'avevo scritto in un post). Mia madre è disperata! Mi adiro se qualcuno non da la giusta importanza a un fumetto come questo, se non conosce Schulz e così via... Abbigliamento, libri, gadget, adesivi, poster, vignette sparse sui muri, bigliettini d'auguri... Chi mi conosce sa come andare a colpo sicuro in fatto di regali. Tuttavia ho deciso di porre fine a questo fanatismo e mi limiterò all' acquisto dei volumi che mi mancano.
3- Continuando sul filone del 'non ho mai': non ho mai fumato (o forse una volta in gita in primo superiore ma con scarsi risultati), non bevo alcolici e di conseguenza non mi sono mai ubriacata, non ho tatuaggi nè piercing (e mai ne avrò), non bevo caffè (...), non ho mai passato una serata in discoteca, non sono mai stata in montagna, non sono mai stata a un concerto, non ho mai avuto un animale domestico... come dite? Che esistenza triste?
Ve l'ho detto che sono vecchia inside ma un giorno vi sorprenderò.
4- Era estate, avevo 11 anni e mia madre stanca di vedermi ciondolare per la casa mi propose come aiuto gratuito in un parrucchiere. No, capite? Che madre sciagurata! Dovevo quindi spazzare, accogliere i clienti, segnare gli appuntamenti, sciacquare i lavelli, fare il caffè, riempire i dispenser dei prodotti, sistemare le spazzole.
AVEVO UNDICI ANNI. A undici anni una persona normale fa i compiti delle vacanze, ma io li avevo fatti tutti in tre giorni e avevo già letto i libri per il progetto di narrativa e guai a propormi di andare a giocare per strada con gli altri. Però mi piaceva, sono ancora in ottimi rapporti con la titolare del negozio (leggasi sconti a vita) e ancora ricordo la sua espressione quasi commossa quando le chiesi 'posso stare qui con voi?'. Questo si è ripetuto per tre estati di fila e anche nelle vacanze natalizie. Una sorta di mascotte che girava per il salone e ricordo anche che tutti mi
volevano bene. A quell' età rispondevo prontamente: da grande voglio fare la parrucchiera. Ossignore! Ricordo anche mia madre strillare quel giorno che tornai a casa con le mechès rosse tra i capelli. Però a settembre, tornata a scuola, mi invidiavano tutte.
5- Sin dalle elementari gli altri mi temevano a causa della mia indole autoritaria (autorevole?) così negli anni ho scoperto di non essere portata per i giochi di squadra ma che piuttosto
io dovevo comandare, tenere le redini del gioco. Non ridete. Succede che due anni fa mi iscrivo al corso per diventare arbitro di pallavolo. Nella teoria e quindi all'esame scritto sono stata la migliore, nella pratica invece non ero proprio una cima nel senso che la calma e la pazienza non sono il mio forte quindi ho smesso. Questo succede anche nei giochi da tavolo, per intenderci, non accetto la sconfitta e chi è in coppia con me piuttosto preferirebbe saltellare sui carboni ardenti in fila indiana.
6- Già qui non so che altro dirvi. Sempre a Forlì, ho frequentato un laboratorio teatrale. Mi hanno poi chiesto di far parte di una piccola compagnia teatrale chiamata Living Act e mi sono esibita nella vesti di Sax, in Esperando; una rielaborazione di Aspettando Godot di Samuel Beckett. Sì appunto, non abbiamo girato il mondo nel caso ve lo steste chiedendo. Poi, ho abbandonato.
7- E concludo dicendovi che sogno di lanciarmi in bungee jumping, con il paracadute e di fare immersioni subacquee in Thailandia. Tutto questo se lo vorranno i Maya.
Dite che forse è meglio invertire l'ordine?
Passo la palla ad altre sette, premio:
Micol di
Di tutto un po'
Cristina di
24volteme
Lunga di
Sotto il segno del piccione eheh te la sei cercata :P
Michela di
Anch'io voglio un blog
Costanza di
Ci ho il bloggo esistenziale
Savannah di
Frank
Gio di
Donna con i pantaloni