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Emygrare.



Quei quesiti che sorgono nel bel mezzo di una conversazione che va da frivolo al filosofico, all'improvviso.
Da qui nasce il mio post di oggi.

Mi capita spesso di leggere di gente che prova un profondo senso di inadeguatezza nel posto in cui vive, sopravvive.
Io per prima non ho mai fatto segreto dell'angoscia che mi accompagna nelle giornate forlivesi, della voglia di tornare a casa che si presenta puntuale nei momenti meno opportuni; dell' indescrivibile gioia che trapela dai miei occhi quando finalmente convalido il biglietto di partenza, del vuoto che mi assale quando è ora di tornare a Forlì, di disfare la valigia e attendere che il tempo passi, inesorabile.

Quanti di voi a volte pensano ''vorrei poter lasciare tutto e partire''?
Chi per rilassarsi, chi per iniziare una nuova vita, chi per raggiungere un amore, chi.. semplicemente, per cercare fortuna.
Forlì ha senza dubbio significato, per me, l'inizio di una nuova vita; di un'esperienza che nel bene e nel male mi sta segnando e farà di me quella che un giorno vanterò di essere.
Sì, perché mia madre mi ricorda spesso, al telefono, ''la vita che vuoi è la sola che avrai!!''.
Ben detto. E ogni volta le puntualizzo che non so cosa voglio, che non so dove voglio stare!
Oggi Forlì, domani chissà.

Dublino, ha significato per me l'inizio di un amore.
Un amore che col tempo si è rivelato essere un abbaglio.
Un abbaglio che tutt'oggi mi ricorda che non bisogna mai fidarsi delle parole, che i fatti contano decisamente di più. Da qui forse la mia diffidenza per tutto ciò che è romantico, mellifluo, fiabesco, ma per questo dedicherò un altro post ;)
Nonostante ciò, Dublino è uno di quei posti per cui darei tutto, per cui lascerei Forlì e tutto ciò che di cattivo (e di buono) mi ha regalato.
A questa amara cicatrice sono legate una serie di emozioni, profumi, ricordi, che custodisco gelosamente. Ricordi che mi porterò dietro per sempre, penso.
Capirete che è una sensazione difficile da descrivere e sono sicura che anche voi pensate spesso che la città in cui vivete vi sta stretta.
Se vi va, raccontatemi pure dove vi piacerebbe ''emygrare'' (passatemi il termine) e cosa del vostro paese vi fa sentire inadeguati.
Fa sempre piacere sapere che non si è soli a fantasticare un'esistenza parallela, ogni tanto.

5 commenti:

  1. Vincenzo FrunzDoc Guidone7 febbraio 2011 15:43

    Inadeguato no, è la maggior parte dei miei concittadini a non essere adeguata a me!
    Vorrei vivere in un posto dove non incontrerei persone sempre identiche per strada, sempre identiche nella mente...
    Vorrei vivere in un luogo in cui potrei dire "no, non è una canna da pesca quella che ho appesa alla schiena, sono le mi armi di legno" senza essere guardato come se fossi strano...
    Se la mia meta sarà raggiunta andrò via, forse in Europa, probabilmente no, allora capirò se veramente il luogo dove vivo ora è la mia casa.

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  2. bellissimo commento Vince, non avevo dubbi.
    dai che dopo la laurea ti ritrovo a fare l'ambasciatore chissà dove ;)

    p.s: grazie per lo squillo pomeridiano :)

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  3. Vincenzo FrunzDoc Guidone7 febbraio 2011 20:32

    :-) un pensiero vagante in direzione Forlì!

    Speriamo per il futuro Emy, speriamo...
    Anche io ti vedo a fare grandi cose!

    RispondiElimina
  4. Sydney, Buenos Aires e Madrid. Posti del cuore.

    RispondiElimina

mi vuoi dire qualche cccosa?

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