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Ho un figlio monello di nome Pennello.

L'enigma è risolto. Lo so che aspettavate una risposta, trepidanti.

''Pennello ma...fammi capire, perché passi le ore sotto la doccia?''
''Hai ragione, ti preoccupi per lo spreco di acqua?''
''Sì, esattamente. Ho deciso che le bollette le pagheremo in base ai cm di altezza''
''Hai ragione (aridaje!), ora ti spiego..''

Ce l'abbiamo fatta, il quarto segreto di Fatima sta per essere svelato. Pulisce minuziosamente le fughe tra le piastrelle? Attende che la crema depilatoria agisca? Conta i giri della lavatrici? Pennello, rendimi edotta. Sono pronta a tutto.

''....ho un problema con i capelli, te l'ho detto. Sono grassi e quindi ci metto più tempo a lavarli''.

Ahhhh. Ma allora dillo. E io chissà che mi credevo. La mia povera mente distorta ha peccato e chiede scusa. Umilmente scusa.

Io vivo col terrore che tocchi a lui il turno delle pulizie ed oggi, guarda un po' che c*lo, è esattamente il suo turno delle pulizie. Ore 10: di Pennello neanche l'ombra e considerato che impiega mediamente 3ore per stanza ho iniziato, dopo un rapido calcolo, a preoccuparmi.
Ore 12: Pennello esce dalla stanza, mi calo nei panni di un monaco buddista e fingo stupore dinanzi al ''sì lo so che oggi è mercoledì'' ''ciao Pennello'' ''sì, ciao! Nulla volevo dirti che sono un po' indaffarato ma quando torno giuro che pulisco'' ''vai tranquillo, mi casa es su casa''.
Ore 13, bussano alla porta:  ''Amore?'' ''sono Pennello, posso entrare?'' ''Ehi dimmi tutto, ti hanno amputato le braccia e non puoi pulire?'' ''Oggi è una di quelle giornate in cui va tutto storto, tutti i negozi sono chiusi'' ''scusa che ora è?'' ''dovrebbe essere l'una'' ''appunto'' ''devo comprarmi uno shampoo, oggi mi vedo con una tipa, non posso continuare ad usare il bagnoschiuma''.

Piccola e doverosa parentesi: Penny ha smesso di usare il suo raffinatissimo shampoo L'Oreazz dal giorno in cui l'ho informato, inci alla mano, dello schifo contenuto in esso, consigliandogli piuttosto di usarlo per lucidare gli anfibi, di friggerci le patatine, di rifilarlo al peggior nemico. Fai tu, gli ho detto. Questo a quanto pare mi ha preso alla lettera e ha pensato bene di sostituirlo col bagnoschiuma. Sì, sempre L'Oreazz. Perché non ha capito un Cazz.

''Sì, ma ora pulisci?'' ''Sì sì, mi faccio una doccia e poi pulisco, a proposito, dovete andare in bagno per caso?''. Voglio moriiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiireeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee.


Ore 15: lo vedo in accappatoio che passa la ramazza in bagno (sorvolo sul fatto che avrebbe dovuto prima asciugare il pavimento e poi), grido al miracolo e mi rintano in stanza, speranzosa, non prima di essermi cavata gli occhi e di avergli ricordato che ci sarebbe la bolletta di internet da pagare.
La sua risposta è stata ''ehm, sono senza soldi ma giusto oggi devo andare a vendere dei giochi al Gamestop. Ci tengo a pagare eh, ma se me ne scordo sapete dove abito''. Ceeeerto.

Compongo il numero della clinica psichiatrica Briarcliff e chiedo conforto. Urgente conforto.

Ore 16: lo stronzo stavolta bussa ad Andrea (aguzzo l'udito a mò di Setter inglese) e gli spiega che sì ha iniziato a pulire ma che ha urgenza di uscire ''torno tra un'ora e finisco''. Mi lego mani e piedi alla sedia per evitare di palesarmi in corridoio e urlare. Non sarebbe un bello spettacolo, mi dico.

Non so dove sia andato, so solo che ha lasciato le penne rigate nello scolapasta, la passata di pomodoro sul fuoco ed è uscito. Quest'uomo sta minando la mia già precaria serenità mentale e sta mettendo a dura prova il mio scarno repertorio delle imprecazioni.
Ricapitolando: da me viene a bussare quando ha bisogno di conforto (?!), di sfogarsi, di olio extravergine d'oliva, soldi e proroghe varie; da Andrea bussa quando ha fatto qualche cazzata e non ha il coraggio di rivolgersi a me. Bene. Chiamalo fesso.
Sono diventata madre, saltando a piè pari gestazione e travaglio, e non lo sapevo?


Corso di yoga o clinica psichiatrica?

Dall'oggi al domani.

Alterno numerosi 'ma chi me lo fa fare' a rari 'scrivi che ti fa bene'.

Il tirocinio procede molto bene (per fortuna mancano mooolte ore prima che questo finisca!) e ieri ho assistito, in tribunale, alla destra (Credo in un solo dio, bla bla bla) del Dottore, all'assegnazione dei lotti in vendita mediante asta. La legge è uguale per tutti, leggo. Mi prometto di ripensarci più tardi.
Una coppia di ventenni si è aggiudicata un immobile di tutto rispetto ad un prezzo stracciato. Lei si è commossa, lui la stringeva forte. Un' immagine quasi commovente, per una misantropa come me.
Le due Barbie li guardavano con occhi sognanti mentre io ripetevo tra me e me ''spero di non aver mai bisogno di acquistare la mia casa ad un' asta''.
I più arguti avranno di certo fatto collegamento all'aspetto meno idilliaco della cosa.
Per ogni coppia che gioisce, c'è un poveraccio che piange. Per tanti creditori che piangono, ce ne sono altrettanti che gioiscono. Non starò qui a riassumervi la scoperta dell' acqua calda.
Frequenti sono le notizie di famiglie/aziende finite sul lastrico, che si vedono pignorati i loro beni e che pertanto decidono di togliersi la vita o di rovinare quella degli acquirenti.
Riflettevo con Andrea sul fatto che chi compra forse ignora gli aspetti di cui sopra e ci vede solo a caratteri cubitali la scritta, con tanto di lucine ad intermittenza stile Las Vegas, affare.
D'altronde però, se questi non acquistassero, numerose altre famiglie non vedrebbero mai sanati i propri crediti. Come diceva il Dottore oggi, 'Emilia, il nostro lavoro prevede anche questo e oggi vedrai la parte peggiore'.

Stamattina, ignara di cosa sarebbe accaduto di lì a poco, sono salita in macchina (e nel mentre riflettevo sul quanto poco, negli ultimi cinque anni, il susseguirsi di eventi mi ha vista in un'automobile) e mi sono goduta le colline romagnole da un finestrino non proprio cristallino.
Cinque anni in questo paese del ca**o e le sole cose che ho visto sono state la piazza e il tratto di strada che mi porta all'università (tutta vita!). Pensieri.

'Dottore, dovrebbe lavarla questa macchina!'
'Hai ragione, in effetti dovrei!'.
Alla radio un Max Pezzali non gradito.

Alla porta, una signora non proprio in forma, ci invita ad entrare. Ci mostra la casa e non posso fare a meno di notare il pavimento lucido e le centinaia di fotografie appese alle pareti, la maggior parte delle quali ritraevano un bambinetto sorridente e sempre più grande. Le fotografie si interrompono a dodici anni circa, per poi ripresentarsi più in la, con un adolescente in tenuta militare. Proseguo.
A Silvia, viene comunicata la perizia e la provvisoria data della messa in vendita del suo immobile.
Silvia inizia a bofonchiare qualcosa fino a quando il Dottore non le chiede di essere più chiara e si scusa chiedendoci qualche minuto per raccogliere i pensieri. E' l'inizio di un lungo e fragoroso pianto che si interrompe con un flebile 'scusate, non vi ho nemmeno chiesto se posso offrirvi qualcosa'. Maledico quel momento, maledico il fatto di non averci pensato, di essermi svegliata pensando 'che bello, oggi farò qualcosa di mai fatto prima', credendo di depennare esperienze da una lista fittizia di cose da fare prima di morire.

Mirror climbing

Ci sono post che turbano la gente. C'è gente che turba me. Per dire. Ma non per questo la elimino, la gente. I commenti di cattivo gusto sì, perché il blog è mio, è il mio egoblog e quindi ci scrivo quel che caxxo mi pare. Oggi sono serena, si vede?

Io però ho un dubbio: la gente ci fa o ci è? Non ne vengo a capo.
Ho conosciuto donne che mi odiavano per il semplice fatto che il giorno seguente ricevevano sms del tipo ''hai presente la tua amica, quella bruna che ci hai presentato ieri sera? mi daresti il contatto fb?''. E si sa le donne so'stronze, so'invidiose e allora ciao, Emy non la invitiamo più.
Ho conosciuto uomini che ''no oggi no, esco con Tina, Pina, Gina e Nina'', della serie tu no, non ci puoi essere perché hai due braccia e due gambe. (Smile honey. Yes, you. It's a joke.)
Ho conosciuto gente che teme la mia presenza, teme il fatto che io possa focalizzare l'attenzione su di me. Che se ci pensate è una cosa molto stupida e io non faccio cose stupide. E allora ciao, Emy non la invitiamo più che poi risulta simpatica e fa ridere la gente e a noi non ci cagano.

Allora mettiamo in chiaro due cose: non sono appariscente e mi vesto abbastanza male, non so stare in silenzio per troppo tempo, per rompere il ghiaccio spesso faccio battute intelligenti che capisco solo io e ci faccio la figura della cretina. Io ho il brutto vizio che se malauguratamente qualcuno è venuto a conoscenza della mia alimentazione e mi chiede 'ma davvero sei quella cosa lì....veganiana?' educatamente rispondo e ne viene fuori un pippone di mezz'ora tra domande e risposte. Preciso: la gente mi chiede e io rispondo. Io non chiedo, non salgo sui tavoli, non agito le braccia e tiro fuori le poppe a ritmo di Takatà e urlo al mondo intero 'ehiii, guarda un po' qui, sono vegana! guardami! guardami!'. NO. Però la gente mi teme e me lo dice. (che parolone, nevvero?).


Ora mi rivolgo a voi e mi aspetto una marea di commenti (vero che lo fate? è per una giusta causa), voglio capire cos'è l'amicizia, cosa mi sfugge e in cosa sbaglio.
Cos'è per te l'amicizia? Hai un migliore amico? Se sì, cosa lo rende tale? Sei un vero amico per qualcuno? Se sì, sapresti dire cosa ti rende tale?
Se anche tu stai sul fallo alla gente, non scappare, qui sei il benvenuto, raccontaci la tua storia.

Ciao, mi chiamo Emy, ho 22 anni e conosco solo gente che pratica il mirror climbing a livello agonistico e che no, non ha cinque anni ma molti di più. Mi capisci? Give me five.

Storie di cozze e stelle marine.

Ho rivisto per caso quella che è stata la causa dei miei complessi pre adolescenziali, colei che per la prima volta mi ha fatto depilare la gamba destra col bic rosa (avevo un pelo, uno. Non vi dico ora quanti ne ho), quella che quando uscivamo mi rendeva invisibile e attirava palesemente falli di ogni genere, quella che io la bruna lei la bionda, quella che 'i baci fanno venire l'herpes'. Lei bellissima. Io un piccolo cesso ambulante. Lei coi peli biondi, io con un accenno di monociglio. Ma dio esiste, oh sì che esiste! Quella che 'no io dopo la terza media, mi fermo', quella che 'ah, l'università è un ripiego per chi non vuole lavorare'. Strozzati.
Ma oggi ti ho rivista, sì eri tu, spiaggiata in riva al mare. Quanti erano quelli? 20kg in più? E quello sul bacino non era forse il tamarrissimo tatuaggio di tre metri sopra il cielo? E quello in testa non era forse un terribile biondo cenere non più platino? E quella non è forse una terza ormai sfiorita? E sì, tesoro, quella che all'improvviso ha preso il largo, ha nuotato come una forsennata, incredula, commossa, eccitata ero io che urlavo:
GRAZIE DIOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!
Beata te che fotografi la Natura in estate, per renderle omaggio, nonostante tutto quello che ti ha fatto. Con affetto, Emy.


Per almeno un anno, ad autostima sono apposto. Grazie. Ora scusate, corro ad abbracciare mia madre che mi ha fatto bella, modesta e intelligente. 

Non si finisce mai di imparare

Sottotitolo: ci sono scoperte che aggiunte sopra una certezza, la fanno vacillare.

Jabba è single. Questa, la notiziona del giorno. Non ci volevo credere, ma le mie orecchie hanno proprio sentito 'non mi meritava' mentre sorrideva e Usignolo annuiva; per elaborare il lutto, ieri sera si è spazzolata 'na bella parmigiana home made. Salute!
E mentre ero lì che piegavo minuziosamente i miei panni stesi, con una precisione che neanche Fabergè sulle sue uova di struzzo, al fine di origliare quanta più conversazione possibile scopro che lei stanca di perdonare (cosa?) ha deciso che la personalità del suddetto è indissolubilmente legata alle sue origini campane. Hai capito Jabba? I suoi studi in ambito sociologico offrono stimolanti riflessioni sulla vita di tutti i giorni, utili a distinguere la merxa dalla cioccolata.
Così mi è parso di capire. Ma nei cinque minuti che mi hanno vista fissare inespressiva gli scomparti del frigorifero mentre riflettevo sul senso della vita, la conversazione si è mio malgrado interrotta. E' molto probabile che stasera alzi il gomito, così, perché lei l'ha presa abbastanza bene ha detto. Ma Jabba a noi ci piace così, esilarante, fresca, il cui LDL dolcemente la scalfisce.


Nel pezzo di strada che mi vede annaspare per raggiungere l'autobus in corsa (più o meno in queste condizioni) sono solita incontrare quelle gran brave teste di persone che rispondo al nome di testimoni di Geova. E io sono convinta che tutti, indistintamente, abbiano tatuate sulle natiche le parole carpe diem perché se no non si spiega. Dicevo, io correvo e questi pensano bene di fermarmi per chiedermi un parere sui mali che affliggono l'umanità. Ripeto: sui mali che affliggono l'umanità. E mi viene in mente il detto: il bue che dice cornuto all'asino. Ma vabbè. Con il garbo che è solito contraddistinguermi (vedi quella mattina che mi rivolsi con 'che cazzo ti strombazzi?' a un imbecille qualsiasi, impaziente al semaforo) spiego loro che non è aria, per farla breve. State attenti ora.
Insistono e mi spiegano che è Satana l'autore dei miracoli e il suo operato ha come fine quello di portare i credenti alla sua sponda e che contrariamente a quanto si pensa non è dio a fare ciò perché dio non farebbe mai distinzioni tra i suoi figli. HANNO VINTO, CAZZO!
Ora non so voi ma io penso che da domani andrò nelle scuole primarie a diffondere il verbo.

Daje de tacco.

In questa casa, la domenica, è possibile ammirare i cumuli di sterpaglia che rotolano nel corridoio. Ho reso l'idea di un suggestivo background western? Ognuna rintanata nella propria stanza. Strano, dal momento che almeno nel fine settimana potremmo passare del tempo tutte insieme. Succede invece che come ogni giorno, finiamo per concentrarci contemporaneamente in cucina quei 20min utili per pranzare (che per me diventano cinque visto il mio esile spuntino) causando un campo di battaglia su tavolo e fornelli. Il caos mi infastidisce, il silenzio anche. Ebbene sì, il silenzio. Salvo rari casi di euforia generale e chiacchiera contagiosa, in questa casa non si parla.
serve che la spiego?
Discorsi che si esauriscono i poche frasi: che mangi? che esame stai preparando? ci sono offerte interessanti alla Coop? Tutto qui. Tutto quiiii, vi starete chiedendo. Ebbene, cinque cervelli e 5min. di conversazione intelligente. Sarà per questo che quest'anno vado d'accordo con tutte muhahahaha! Jolly ultimamente sembra avere poca voglia di socializzare causa fidanzato che cerca disperatamente ma che non riesce a trovare. Jabba è la solita so tutto io, quindi guai se qualcuno si azzarda a dire la sua perché di sicuro un suo amico dell' amico dell' amico l'ha già fatto prima di te e di riflesso lei sa come si fa e lo fa meglio di te. La verità è che sono tutte parecchio infantili, le vedi tutte prese dai racconti di SmEmo (il sesso occasionale è l'argomento principale) che sforna risposte dall' alto della sua esperienza sul campo, degne delle peggiori rubriche del Cioè. Le vedi che ridacchiano quasi complici ma che infondo, se potessero, gliene direbbero di ogni. Vi spiego brevemente: SmEmo è nella fase dell'avanscoperta, in quella fase in cui se conosci uno tizio al pub e vivi lontana dai genitori, finisci per portartelo in camera la sera stessa. Quindi le altre sono tutte in foga perché la mattina seguente vogliono i dettagli e SmEmo si crogiola nella parte della protagonista del momento. Momento che ahimè si ripete ogni giorno, dettagli che io fortunatamente mi perdo perché salto la colazione. Ci pensa Jolly a farmi il riassunto settimanale. SmEmo, quand'è che capirai?
Dicevo quindi, la domenica si dissolvono tutte tranne Jabba che ancora euforica per il suo ultimo acquisto (una sorta di frullatore multi funzione) è da ieri che spreme, frulla, prepara, impasta. Io non lo so come fa, dove la trova tutta sta voglia di fare, è certo che il tiramisù di oggi era delizioso.
Ho dimenticato di dirvi che giorni fa Jolly mi ha rimproverata del fatto che spesso me ne sto in camera per i fatti miei e non assolvo al ruolo di coinquilina. Quindi forse tutto questo post non ha senso, forse sono io che dovrei cominciare a intavolare discorsi quando le vedo che cucinano in silenzio, al più fischiettando. Le ho spiegato che nei loro discorsi non mi ci ritrovo e che quindi non riesco a cavarne esperienze interessanti da condividere e che usare la sua tattica del buon viso a cattivo gioco proprio non mi riesce. Lei ha replicato dicendo che infondo hanno solo diciannove anni e che non possiamo aspettarci chissà quali argomentazioni. E' certo che non riesco a non pensare al fatto che io alla loro età ero mooolto più sveglia. Chevvelodicoaffare.

Visto mai che.

Che ve lo dico a fare.
Devo smetterla di avere pregiudizi su tutto, di non comprare un libro perché la copertina non è accattivante, di scartare un film per il titolo, un oggetto per il packaging, il gorgonzola perché ha la muffa, il succo alla pera perché puzza.

Succede che il calcio che mi ha sempre indignata, finisce per piacermi. Ripeto. Succede che mi trovo per la seconda volta allo stadio, e sapete che c'è? Mi piace.
Trentamila tifosi, la tensione, il fuorigioco, lo speaker che annuncia i giocatori, gli insulti, i cori, le mani. Esultare. Passare dal 'ma dove mi trovo' al 'caxxo è già finita', dal freddo al caldo, dall'ingresso all'uscita. Allora copri la maglietta, incassi il pareggio, osservi i tifosi incazzati, i bambini imprecare, i delusi abbandonare velocemente la tribuna. Esci.


GRAZIE.

Cose che ti segnano.

Sono cresciuta con l'idea che al Sud siamo calorosi, accoglienti, espansivi -spesso un po' cafoni- e festaioli; al Nord, mi hanno detto, sono freddi, laconici, antipatici, pantofolai, egoisti, 'piuttosto che prestarti aiuto si tranciano una mano'.

In famiglia, ad esempio, gira voce che mi sono trasferita al Nord per cercare fortuna. Io non lo so mica chi ha messo in giro sta caxxata, probabilmente mia nonna convinta che a Forlì le industrie ti aspettano a braccia aperte; si lamentava sempre che da noi quelli che non vogliono lavorare, fanno gli artisti. Io non lo so mica se ha torto. Ricordo però che la prima cosa che mi chiedeva, quando passavo a salutarla era 'lassù come ti trattano? ti parlano? si sente che sei barese?'. E mi faceva tenerezza. Non ho fatto in tempo a dirle che ci sono più siciliani e napoletani qui che alla settimana della cucina meridionale al Lidl.

Non ricordo di aver avuto problemi in questi anni, il più delle volte l'accento è una scusa per tempestarmi di domande, per infierire sul perché proprio Forlì.
Al forlivese anziano, devo spiegare tutte le volte che non sono emigrata, che la fortuna ce l'avevo pure in Puglia, che ho una madre, un padre e non ho figli clandestini.
E mi torna in mentre Troisi -sì, sempre lui- che vuole viaggiare, conoscere, in questa scena.
L' adolescente forlivese è un cretino, invece. Non freddo, antipatico, egoista. No. E' proprio un cretino. Sarà l'annata, sarà l'aria, sarà che va di moda importunare la gente sugli autobus.
Appena ne trovo uno assennato, ve lo dico eh.

Post dedicato a.
Fatto sta che stamattina, bella e propositiva mi avviavo a casa in bici e proprio mentre pensavo 'che bella la vita, che bella l'aria fresca, che belli i peperoni verdi', salta la catena e con essa la mia già precaria femminilità. Presa da un certo spirito di emancipazione, ho ribaltato la bici e ho tentato di sistemarla. Le unghie smaltate di fucsia e le dita, di lì a poco, nere. Come vi pare?
Un vecchietto tanto caro, mi si avvicina prestandomi aiuto. E qui ho capito, improvvisamente, la parabola del buon samaritano che tentava di spiegarmi la catechista, quel giorno che io e Daniele ci disegnavamo i cuoricini sui foglietti. Dicevo, mi si avvicina e sfodera con fierezza un coltello dal cappotto. Ho pensato: ci siamo, aveva ragione nonna, ora mi ammazza e dona i miei organi alla Lega Nord. Tachicardia. 'Scusi, lei gira sempre con un coltello nel cappotto?' della serie domande intelligenti. 'E' incastrata, vedi? Così non mi sporco le mani, ho un cagnolino bianco', 'la ringrazio, davvero. buona giornata', 'sei di Forlì?' [segue questionario conoscitivo] e ancora 'capito come devi fare? si incastrerà spesso, vedrai' 'sì, solo che io solitamente non esco con un coltello' -aridaje Emy-, 'dovresti'.

Dovrei.

Nerd gang

Che emozione!
Sono appena tornata da un intenso pomeriggio dedito al mio indottrinamento al gioco di ruolo Dungeons & Dragons. 
Mi hanno accolta, con un'euforia tale che in confronto i Re magi non se li cagarono di striscio, tre diciottenni invasati (più due matricole che frequentano l'università con me) i quali hanno esordito con 'ma sei sicura?' 'sì' 'ok sei dei nostri'. E io che mi aspettavo prove di iniziazione, domande di cultura generale, riti apotropaici, agnelli in sacrificio.
Nulla, è stato sufficiente che fossi una donna, paziente e abbastanza nerd/geek.
Serie tv, anime, fumetti, videogames, meme, giochi da tavolo, giochi di società, sociopatia: CELO.

Dapprima dubbiosa sul da farsi, ci ho messo 3ore scarse per capire le regole, gli attacchi, la CA. Mezz'ora a volta, per distinguere i dadi.
Ci siamo. Ho il mio personaggio. Beck, mezzelfa, ladra.
Ho tirato il dado per definire le mie caratteristiche e tra due settimane (prossimo incontro) avrò la mia scheda e i miei dadi.
Sheldon Cooper sarebbe orgoglioso di me.
Il dado da, il dado toglie.




p.s. si ringrazia Andrea Belli per il titolo.

Giornate proficue

Ma se io sono sul bus, scazzata, e sento una canzone del genere e me la annoto per poi cercarla a casa, perdo credibilità?
No, perché mi era sembrata c..ca....carina. No eh?!
Stamattina ero in terza fila, secondo banco. Mi si vedeva benissimo.
Non mimetizzata tra una chioma e l'altra, come un tempo. Ho pensato che forse il problema era questo, forse non sentivo bene, non vedevo bene, arrivavano formule distorte. Gli anni scorsi.

Ho adocchiato un nerd, uno di quelli veri, uno di quelli messi lì in disparte, sottecchi e la mano rigida mentre scriveva nome cognome e numero di cellulare a caratteri cubitali sulla prima pagina del quaderno. Con una maestria che in confronto io quando gioco a Jenga sono una pippa.
Mancava solo facesse la cornicetta, come alle elementari. Mi ha fatto tenerezza e ho subito pensato: tu.sarai.mio. Tu, mi aiuterai a passare l'esame di matematica.
Allora domani lo rimorchio, perché io coi nerd vado d'accordo.
Devo solo guardarmi qualche episodio di Star Wars e Dottor Who. Poi lo stendo, ne sono certa. L'ho guardato come Gollum col suo anello e mi ha sorriso.

Sempre oggi, mi si avvicina una tutta invasata e mi fa 'cavolo bellissime, sono rifatte?'.
E qui si è fermato il mondo. L'ho sentito.
E voi? Erano le 11 circa.
Mi sono portata le mani al petto, incredula.
Tipo quando sei al suo concerto e lui ti chiede
di salire sul palco. 'Rifatte? Ti sbagli, sono naturali' ho sorriso, colma d'orgoglio, come un ebete. 'Belle davvero, complimenti! è il 206 di kiko?'. Un tonfo. Una voragine si è aperta ai miei piedi. Mi sono cadute le braccia.
Ho realizzato che non si riferiva al mio seno; che sì, ero scollata un pochino ma lei, lei si riferiva alle mie unghie. E io che mi pensavo...
'Ahhh, ma allora dovevi dire ricostruite, non rifatte. Le unghie.'
'sì dai è lo stesso. ora devo andare, ciao'.

Non esistono più le matricole di una volta.
Altro che telefilm americani, confraternite mosse da spirito di associazione.
Qui a stento ti chiedono come ti chiami, il ciao a giorni alterni e se non piove.
Il giorno dell'esame amici per la pelle, il giorno dopo non sei più nessuno. Mistero.
E io sono ancora qui che mi domando com'è che nessuno più si presenta, saranno mica tutti Shinigami?

E niente, le giornate procedono discrete, il feeling casalingo aumenta in maniera esponenziale (poi dicono che la matematica non serve, tsk!) e io non mi sentivo così bene in questa casa dai tempi della prima prova d'evacuazione antincendio condominiale, a cui non ero stata invitata.
♫ ♬ ♩ E va bene così, che tanto indietro non si toooorna. ♫ ♬ ♩

I forlivesi, brava gente.

Promemoria: mai uscire in bici il lunedì mattina, a Forlì.
Facendo due conti, ho rischiato la morte ben tre volte.
Una storia che si ripete, insomma. Poi, vediamo, ho urlato 'la vedi o no sta caxxo di rotonda?' a un vecchio che aveva tutti i requisiti per andarsi a schiantare da qualche parte. Ma io dico, no? Hai na certa età, prendere l'autobus?
Che c'hai la pensione e l'abbonamento lo paghi pure di meno.
Un ombrello di quelli lunghi gli si ficcava ogni 3x2 nelle ruote; visto mai che piove..

Poi, che altro, ah sì: mi sono innamorata.
Ed ero in bici, tipo che andavo velocissimo, nemmeno il tempo di uno sguardo d'intesa ed ero già 200m più avanti. Che ingiustizia! Era alto, moro, capello sfatto a sinistra e la cravatta sulla camicia bianca che fa tanto uomo in carriera. David Gandy quando va di corsa. Uguale.
Com'è che quando sono a piedi trovo solo degli scorfani paurosi? Roba che Madre Natura è stata più clemente con Tori Spelling, a sto punto. Oppure mi abbordano i kebabbari di Corso Mazzini che, per carità, fa sempre piacere ma il lunedì no, il lunedì pesce.

Emy vs PC

Che non sono una cima al pc, è risaputo. Così, la sfiga si diverte a mesi alterni a mettermi alla prova.
Questo post è per ringraziare, ancora una volta, coloro che con la pazienza che contraddistingue solo un bradipo volenteroso, mi hanno aiutata, salvandomi da una imminente crisi di nervi.
Pierpaolo e Giuseppe.
Entrambi eterosessuali, santi.
E sebbene il periodo non è dei migliori, mi preme nuovamente a ringraziare facebook per la possibilità che mi da di conoscere persone straordinarie, distanti km, con cui mi ritrovo a parlare, gioire e spesso invocare aiuto.

Il monitor non va più in tilt ogni 2x3, ho finalmente windows7 (e solo i muri di Giuseppe sanno quanto ci abbiamo messo per installarlo), l'audio è tornato a funzionare alla perfezione (colpa di Vista e dei driver fatiscenti) e questo vuol dire che mi attende una carrellata di film in streaming da vedere e un paio di casse da acquistare (finalmente).

Ho ritrovato la calma e la pace interiore (forse).
E niente, ci tenevo a farvelo sapere.

Keep Calm

Che mo va un sacco di moda.

E così pensavo: io non mi devo incazzare.
E me lo sono ripetuta più volte, per vedere se ci credevo. Niente da fare.
Mi incazzo per tutto e in-cazzo non lo censuro neanche perché suona bene. Oggi.

E strippo senza motivo, me la prendo con le donne gravide, col burino al semaforo, con lo spigolo del letto, col furbone alle casse e le cassiere.
''No che non ti faccio passare avanti, che secondo te io faccio i fanghi agli ippopotami?'' così alla buona, al malcapitato di turno. Che magari questo si era alzato pure bello determinato e comunicativo stamattina.
Cioè, io mi faccio paura. E te lo credo che poi mi rispondono ''signorina lei ha bisogno di fare sesso''. Che sei così in imbarazzo che non ce la fai neanche a dirgli 'we come ti permetti?' e ti esce biascicato 'mi scusi, ha proprio ragione'.
Ci mancava solo ♬ ♩ la verità ti fa male lo so♬ ♩ , in sottofondo.
E ancora ''emh...lo scontrino?'' ''ah vuoi lo scontrino?'' ''ah no? tu che dici? Se non me lo fai tu chi? Chiedo a tua nonna in carrozzella?''.
Che magari questa ce l'ha davvero la nonna in carrozzella. Emy cazzo.

E così, in questi giorni sono incazzata. Ma mica si vede eh. E piango, poi rido, rido forte, guardo l'orologio, le 15:15 e impreco e rido. E mangio.
Alice la chiamerebbe personalità dell'alcolista.
E ci ho provato a bere, niente.

Tipo che io lo scontrino lo esigo, come pure il centesimo. Che se sono alla cassa a mezzogiorno, sudata e indisposta, tu non puoi venirmi a sventolare la baguette manco fossi Will Smith in calzamaglia e chiedermi di passare avanti.
La prossima volta appresso al pane compra pure la pasta, il latte, i cetrioli, cccretino. Io non li sopporto quelli che arrivano alla cassa di corsa, col ciuffo alla Ligabue contro vento e pretendono di passare avanti. Ecco l'ho detto.


I cetrioli, Emy, i cetrioli.

Forse sono una visionaria

Voglio dire, è la seconda volta che mi succede.
Esco di casa, alla peggio maniera, e mi dico 'oggi lo incontro me lo sento'. Murphy lo sa.
Murphy lo sa che se ti metti un calzino bucato incontri il Principe Azzurro con tanto di scarpetta alla mano, lo sa che se abbozzi uno chignon perché non hai avuto tempo di farti lo shampoo ti ritrovi al semaforo con l'odiosa compagna di banco delle medie che esordisce con 'caspita da quanto tempo, ti trovo bene'. Cazzate. Bè avete capito, sti momenti qua. Vi capitano eh?

Lo sa che se ti vesti con le prime cose che trovi sulla sedia perché tanto devi andare allo sportello del bancomat, che fortuna vuole si trova sotto casa, incontri il tuo ex.
Che poi il tuo ex abiti a meno di 500m da casa tua è un dettaglio. Ma io lo trascuro. Spesso.
Sì dai, lui. Quello del 'ci saremmo tanto amati se solo non ti fossi comprato quella cazzo di x-box'. Perché mi piace pensare, ancora oggi, che il problema fosse l' x box e non io e il mio cipiglio perenne. Fatto sta che a distanza di mesi il suo appeal è rimasto inalterato. Fatto sta che nel momento esatto in cui ci diciamo ciao ricasco in rapidi amarcord. Rapidi, il tempo di cambiare direzione. Perché se mi avesse detto 'rimaniamo amici' (capita a tutte, a me mai oh) io avrei accettato. Bene, internatemi. Un ciao che non sa di niente, che è la versione edulcorata di 'sei ancora vivo brutto figlio di'. Che non ha nulla a che vedere con l'ultimo ufficiale saluto che vedeva me sbattere la porta infuriata e lui urlare per le scale 'io ste cose da film non le faaaaccio, non ti aspettare che ti venga a prendere per un braccio elemosinando perdono'. Per motivi di pubblica decenza non riporterò la mia risposta che, vedeva protagonisti di una scena di sesso un orifizio e un controller. Mi piace pensare che il motivo è che non aveva messo in pausa il gioco.

No ma mi voleva bene.
Me lo diceva sempre.

''Ti voglio bene che la metà basterebbe per alimentare la mia x box''.
Me lo diceva sempre.
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